di Rosa Canelli e Riccardo Realfonzo*

Il sistema bancario ombra (shadow banking system) è cresciuto considerevolmente negli ultimi decenni, in posizione di complementarità e surrogazione al sistema bancario tradizionale e alimentando la sempre maggiore finanziarizzazione dell’economia, ovvero il predominio della finanza sull’economia reale.

Le transazioni complessivamente realizzate dal sistema ombra hanno ormai raggiunto nel mondo l’impressionante valore di 52mila miliardi di dollari. Comunemente definito come l’insieme delle istituzioni finanziarie non bancarie che operano al di fuori dei circuiti regolamentati, il sistema bancario ombra ha progressivamente attratto l’attenzione della comunità accademica e le preoccupazioni delle istituzioni internazionali, soprattutto dopo lo scoppio della crisi economico-finanziaria del 2008.

Il suo sviluppo e il suo coinvolgimento nell’attività di intermediazione creditizia fu inizialmente accolto con favore dalle autorità di regolamentazione. Si riteneva, infatti, che la presenza di canali di finanziamento alternativi a quelli tradizionali e la canalizzazione di risorse verso investimenti e bisogni specifici avrebbero prodotto effetti positivi sia nel sistema finanziario sia nel settore reale, promuovendo una sana competizione nel mercato bancario, una tendenziale riduzione dei costi, una diversificazione del rischio e una efficiente allocazione delle risorse. Ed effettivamente le “banche ombra”, considerate un prodotto spontaneo del mercato, hanno fornito strumenti alternativi per il finanziamento del sistema economico, sostenendo le decisioni di produzione delle imprese, concedendo credito ai consumatori e, di conseguenza, contribuendo a sostenere la domanda aggregata di beni e servizi.

Tuttavia, espletando funzioni bancarie senza essere sottoposte ai limiti e alle restrizioni previsti della regolamentazione in termini di leva finanziaria (leverage), liquidità e tipologie di investimento, e operando senza la possibilità di ricorrere alla Banca Centrale, lo shadow banking system rappresenta una potenziale fonte di rischio che mina la stabilità del sistema bancario e del settore reale.

Sarebbe dunque indispensabile una intensa attività di monitoraggio da parte delle autorità di politica monetaria (Fsb, 2011, 2018), che però ben difficilmente potranno da sole ridurre considerevolmente i rischi connessi alle banche ombra.

Questo studio esamina l’evoluzione del sistema bancario ombra, adottando l’“approccio funzionale” proposto dal Financial Stability Board (Fsb). Evidenzieremo come gli stretti legami e le interconnessioni con il sistema bancario tradizionale e con il settore reale conferiscano allo shadow banking system un ruolo centrale nell’assetto economico globale. Attraverso un approccio deduttivo, rileveremo anche che, nonostante il suo rilievo nell’economia reale, il concetto di sistema bancario ombra non trova ancora una chiara trattazione nell’ambito del dibattito tra gli economisti. Infine chiariremo che l’affermazione delle banche ombra rafforza la tesi keynesiana sulla instabilità connaturata all’economia monetaria e la conseguente necessità di intervento coordinato di politica fiscale e politica monetaria.

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* Università del Sannio

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