Un “errorel’iniziativa annunciata da Luigi Di Maio di andare in piazza a manifestare contro i vitalizi. Il segretario Pd Nicola Zingaretti, intervistato a Circo Massimo su Radio Capital, ha criticato l’annuncio dell’ex capo politico M5s e si è rivolto ufficialmente agli alleati di governo. “Invito Di Maio a guardare al futuro”, ha detto, “e a come questo governo può trovare una prospettiva politica. Chiedo un chiarimento al M5s, decidete cosa volete fare rispetto a questo governo, altrimenti nessun problema è risolvibile“. Al segretario del Pd ha subito risposto Vito Crimi, il capo politico reggente del M5s, che ha descritto la manifestazione del 15 febbraio come una “battaglia di civiltà”, escludendo ogni legame tra la protesta di piazza e l’azione di governo. Anche il premier, da par suo, è intervenuto nel dibattito tra i due alleati del suo esecutivo, dando ragione al ministro degli Esteri: “Andare in piazza per Luigi Di Maio per difendere il taglio dei vitalizi “non lo vedo come un errore. È una battaglia politica che il movimento ha sempre fatto”.

Crimi e Conte difendono l’iniziativa annunciata da Di Maio: “Battaglia di civiltà”, “Non è un errore” – Solo ieri era stato lo stesso ministro degli Esteri a pubblicare un video su Facebook invitando a manifestare perché il Senato respinga la richiesta degli ex parlamentari di riavere i vitalizi. Sotto accusa c’è il conflitto di interessi della commissione di Palazzo Madama che dovrà prendere la decisione. L’attacco di Zingaretti ha rivelato una forte tensione dentro l’esecutivo, tanto che il capo politico reggente M5s è intervenuto per cercare di riportare la situazione nei ranghi e smentire che l’intento della protesta sia quello di creare problemi al governo: “Scenderemo in piazza il 15 febbraio contro il tentativo di reintrodurre i vitalizi di riprendersi il malloppo”, ha dichiarato Vito Crimi, “e scenderemo in piazza ogni volta che qualcuno cercherà di far rientrare dalla finestra quei privilegi che abbiamo tolto. Non vi è alcun collegamento tra questa battaglia di civiltà e le questioni che attengono il governo, che in questa fase deve imprimere una forte accelerazione”. Sul tema è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte, in questo caso prendendo le difese dei 5 stelle: “Andare in piazza per Luigi Di Maio il 15 febbraio per difendere il taglio dei vitalizi “non lo vedo come un errore. È una battaglia politica che il movimento ha sempre fatto”.

La dialettica tra Pd e M5s, momento cruciale per la vita del governo Conte 2 – I 5 stelle, dopo la débacle alle Regionali e alle prese con le difficoltà interne, cercano di ripartire dalle loro battaglie fondanti e appunto i vitalizi. Ma questo rischia di aumentare le tensioni dentro il governo. Tanto che il segretario Pd, finora sempre abbastanza conciliante, oggi ha condannato il gesto. Seppur ribadendo l’intesa con il presidente del Consiglio. “Conte punto di riferimento dei progressisti? Ne sono assolutamente convinto”, ha detto Zingaretti. “Credo che il dibattito che si è aperto in Italia è figlio anche di una sua scelta di campo, di collocarsi chiaramente in un fronte. È il premier di un governo di centrosinistra. Non era scontato, tanti nel M5s questa collocazione non la prendono perché non la condividono”. Il Pd da alcuni giorni spinge anche perché Conte acceleri sull’agenda del governo: c’è stato un primo incontro con il quale si è parlato di un piano che arrivi fino al 2023, ma poi i lavori si sono rallentati a causa delle tensioni interne su alcuni nodi cruciali come la giustizia. Sulla prescrizione, ha detto ancora, “siamo per una soluzione, chiediamo a Conte di trovarla, se non si trova si va avanti con la nostra proposta o anche con il rinvio di un anno se si vuole salvare questo governo. Conte metta in fretta in campo una mediazione, altrimenti noi andremo avanti con la nostra proposta”. Intanto il segretario dem, sempre su Radio Capital, ha rilanciato su quella che per il Pd ora sembra essere una priorità: la modifica dei decreti Sicurezza. “Non capisco perché a febbraio ancora non sono avvenute modifiche ai decreti sicurezza“, ha detto. “A mio giudizio vanno cambiati. E bisogna smetterla di chiamarli decreti sicurezza, io li chiamo decreti propaganda. In fretta il governo deve voltare pagina su questo punto”.

Zingaretti: “In un governo di coalizione ognuno si assume le sue responsabilità” – Il segretario Pd non ha nascosto malumori per le ultime mosse del M5s: “Non capisco la sufficienza nel rivendicare i provvedimenti di questo governo”, ha detto ancora. “Capisco le difficoltà interne del M5s, ma il Pd non si presterà a questo gioco, sui contenuti abbiamo idee chiare e ci batteremo, gli altri devono assumersi le proprie responsabilità. Si governa per realizzare le cose, non per fare polemiche tutti i giorni”. Nonostante questo però, Zingaretti respinge qualsiasi ipotesi di crisi effettiva nell’esecutivo: “Mi sembrerebbe impossibile pensare a nuove maggioranze, faccio appello agli alleati perché in tempi brevi si diano segnali al Paese. La sconfitta di Salvini in Emilia è quella di un modello di rapportarsi al Paese, di sostituire la ragione, il lavoro, con la cultura dell’odio. E’ stata incredibilmente sottovalutata. Una maggioranza che si rispetti dovrebbe rispondere con un colpo di reni, ora. E’ l’unica missione che vedo nelle prossime ore”. E ha anche difeso l’esecutivo: “Non è vero che il governo di per sé non regge, è il governo che di fronte a enormi difficoltà ha abbassato le tasse, ha tagliato il superticket, ha puntato sulla green economy, e rispetto alla cultura politica di Salvini ha salvato il paese. Ora dalle parole su cui siamo stati tutti d’accordo, cioè che si torni all’etica della responsabilità, passiamo ai fatti o il governo si indebolisce“. E ancora: “Lavoriamo da subito a piano nazionale per il lavoro con imprese, sindacati e università. In un governo di coalizione ognuno si assume le sue responsabilità. I cittadini premiano le forze politiche che tentano di ottenere risultati e non la demagogia”. Nel dibattito a distanza, da segnalare anche la presa di posizione di Matteo Salvini, secondo cui “è bizzarro che un partito al Governo scenda in piazza contro il Governo, ma ormai le abbiamo viste tutte”.

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