Sono tre le vittime e 4 i feriti in condizioni di “media gravità” nell’incidente del Boeing 737 della compagnia turca Pegasus Airlines che mercoledì sera è uscito di pista e si è spezzato durante le manovre di atterraggio all’aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul. Lo ha riferito nel suo ultimo bilancio il prefetto locale, Ali Yerlikaya. Altri 56 feriti sono stati dimessi dagli ospedali

Le persone a bordo hanno diffuso sui social alcuni video dall’interno dei bus che li stanno portando in aeroporto e nei quali si sentono urla e pianti per lo shock subito, anche a causa dell’incendio scoppiato nella fusoliera dopo lo schianto. Il traffico nello scalo della metropoli è stato chiuso e tutti i voli in arrivo sono stati dirottati verso lo scalo principale cittadino, il Grande Aeroporto di Istanbul. La Procura locale, intanto, ha aperto un’inchiesta.

Gli ispettori del ministero dei Trasporti turco hanno preso in custodia e avviato le operazioni per decifrare il contenuto delle scatole nere del mezzo. Il direttore generale della compagnia aerea turca, Mehmet Nane, durante una conferenza stampa a Istanbul. ha aggiunto: “Le performance della nostra compagnia sono superiori agli standard richiesti dall’Ue. I nostri aerei sono nuovi. Eventi simili dipendono da molti fattori”, senza fornire dettagli specifici sulle cause dell’incidente ma assicurando il massimo impegno per rafforzare ulteriormente la sicurezza dei voli.

Non è la prima volta che un mezzo della compagnia turca finisce fuori pista. A gennaio, un Boeing 737 con 164 persone a bordo n arrivo da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, ha perso il controllo sempre in fase di atterraggio e sempre nello scalo Sabiha Gökçen, finendo la propria corsa sull’erba adiacente alla pista. Tutte illese le persone a bordo, ma lo scalo, anche in quel caso, è stato chiuso e i voli in arrivo dirottati. In quell’occasione, la colpa dell’incidente venne data al forte vento che da tempo crea problemi nell’aeroporto sul Bosforo.

Ma due anni prima, nel gennaio 2018, un altro mezzo della Pegasus era finito fuori pista nell’aeroporto di Trebisonda, sempre in fase di atterraggio, concludendo la propria corsa appoggiato sulla scogliera che circonda lo scalo, a pochi metri dalle acque del Mar Nero. A bordo c’erano 162 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Nessuno rimase ferito e il traffico aereo venne brevemente interrotto.

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