Le gelaterie a marchio Grom chiudono a ritmo sempre più rapido. Unilever, la multinazionale anglo-olandese che ha acquistato la società nel 2015 dai due soci fondatori Guido Martinetti e Federico Grom, sembra intenzionata a puntare soprattutto sulla vendita dei barattolini Grom nei supermercati. Il gruppo, proprietario anche di Algida e Magnum, di recente ha annunciato che dopo i punti vendita di Torino e Treviso anche la gelateria nel centro di Udine abbasserà le saracinesche. Contando anche le quattro chiusure del 2019, calcola Il Sole 24 Ore, in Italia rimangono solo 46 negozi, 11 in meno rispetto a cinque anni fa. Nel frattempo il marchio, secondo Unilever, ha registrato “una crescita complessiva del +46,7% se si considera il brand comprensivo di tutti i paese e tutti i canali” e un turnover di 44 milioni.

Per i dipendenti il futuro è incerto. A quelli assunti a tempo indeterminato coinvolti nella chiusura Unilever darà la possibilità di una ricollocazione in altre gelaterie, anche se questo potrebbe significare un cambio di città. La multinazionale, proprietaria anche di Algida e Magnum, al quotidiano di Confindustria assicura che “l’Italia è il primo mercato di Grom e continua a rimanere un paese strategico, in cui realizzare quest’idea dell’azienda come ecosistema, nel quale ciascun canale opera in completa e totale sinergia con gli altri e in cui il consumatore è in centro”.

La filosofia di Grom e Martinetti, che finora hanno mantenuto ruoli dirigenziali in azienda, era incentrata sul gelato “come una volta” anche se non artigianale, visto che il gelato già all’epoca non veniva preparato nei punti vendita ma con miscele prodotte in un unico centro produttivo nel capoluogo piemontese.

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