Ha ucciso la suocera Simonetta Gaggioli, ex funzionaria della Regione Toscana di 76 anni, con una dose di dieci volte superiore di un farmaco che l’anziana già assumeva. Poi ha trasportato il cadavere lungo l’Aurelia. Infine ha accreditato la pensione della vittima sul suo conto corrente. Con queste accuse è stata arrestata Adriana Gomes, 31 anni, moglie di Filippo Andreani, figlio della Gaggioli, il cui corpo fu ritrovato in un sacco a pelo dentro un fosso lungo la Vecchia Aurelia a Riotorto, in provincia di Livorno, al confine con quella di Grosseto. Un ritrovamento avvenuto quasi per caso, per via di un incidente stradale avvenuto proprio su quella strada. Una settimana prima era stata denunciata la scomparsa dell’anziana.

La svolta, 5 mesi dopo, è arrivata oggi quando i carabinieri di Livorno e Piombino hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare. Alla Gomes vengono contestati omicidio volontario, occultamento di cadavere, truffa aggravata e indebito utilizzo di carte di credito. Resta indagato il marito, cioè il figlio della vittima, per il concorso negli stessi reati.

L’indagine ha un suo primo elemento nei risultati dell’autopsia: per la Procura di Livorno la Gomes negli ultimi giorni di luglio avrebbe somministrato alla Gaggioli dosi massicce di un farmaco regolarmente prescritto. Dosi che si sono rivelate, alla fine, letali. Secondo la ricostruzione dei carabinieri e della Procura la 31enne ha trasportato, da sola, il cadavere fuori dalla sua casa di Riotorto, paese nei dintorni di Piombino, e lo ha caricato in auto. Ha percorso un tratto di strada fino alla Vecchia Aurelia e ha abbandonato il corpo senza vita in un fossato. Una circostanza, spiegano i carabinieri, confermata durante l’esperimento giudiziale in incidente probatorio di alcuni giorni fa, quando erano stati eseguiti alcuni test con un manichino dello stesso peso di Simonetta Gaggioli per simulare come il cadavere potesse esser stato trasportato.

Ma perché la Gomes avrebbe ucciso la suocera? Secondo gli inquirenti il motivo sarebbe il rapporto conflittuale tra le due donne. E potrebbe aver pesato sulle decisioni dei magistrati inquirenti e del gip il fatto che la 31enne sotto accusa avesse maturato l’intenzione di andare all’estero. Dopo l’omicidio, tra l’altro, la Gomes avrebbe operato per spostare l’accredito della pensione della Gaggioli sul suo conto corrente bancario e avrebbe anche ritirato una somma di denaro con il bancomat della suocera. Da qui i reati di truffa e indebito utilizzo di carte di pagamento.

Era stata la stessa nuora, in una deposizione davanti ai carabinieri, a spiegare di essere stata lei a lasciare, lungo la vecchia Aurelia a Riotorto, il cadavere della suocera. La donna, secondo quanto emerso, avrebbe riferito che accortasi che la 76enne era morta, non per causa sua, l’avrebbe prima nascosta in casa, sotto un letto nei camera dei piccoli figli, e poi messa in auto per trasportarla al cimitero di Follonica, esaudendo così un desiderio della suocera che le avrebbe confidato di voler essere essere seppellita accanto al marito, scomparso 7 anni fa, senza alcun rito e senza che nessuno lo sapesse. Una versione, definita “incredibile” dal gip nell’ordinanza e alla quale gli inquirenti non hanno mai creduto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’ultima persona a vedere in vita l’anziana, la sera del 26 luglio, sarebbe stata Adriana Gomes con la quale, per sua stessa ammissione, avrebbe preso un caffè intorno alla mezzanotte. Per la nuora quella sarebbe stata l’occasione delle confidenze sulle ultime volontà della 76enne. Per gli inquirenti proprio nel caffè servito alla suocera Gomes avrebbe sciolto la dose letale del Duotens, farmaco incolore e insapore per la cura dell’ipertensione.

Gomes avrebbe anche raccontato ancora di essere stata l’unica ad accorgersi che la suocera era morta. Dopo averla nascosta per due giorni la notte del 29 luglio, sempre da sola, avrebbe deciso di mettere la salma in un sacco a pelo trovato in garage e caricarlo in auto con l’intento di trasportarla a Follonica per stenderla accanto alla tomba del marito. Piano fallito perché la vettura si fermò, circostanza vera questa, lungo il tragitto per un guasto: per questo avrebbe deciso di lasciare il cadavere nel fosso al fianco dell’Aurelia dove poi fu trovato casualmente il 3 agosto.

Fermo immagine tratto dalla testata regionale della Toscana della Rai

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