“Mi sembra giusto aiutare il Sud altrimenti straripano come l’Africa”. C’è da dire che a Umberto Bossi il dono della sintesi non è mai venuto meno: in 11 parole, articoli e particelle comprese, il redivivo senatore condensa un trentennio di leghismo e tutta la sua retorica.

Così come c’è da ammettere che nemmeno la capacità di prendersi titoli e scena pare sfiorita dal letargo, più o meno volontario. Certo, nell’occasione Bossi è agevolato dal silenzio della controparte Salvini, che appollaiato tace – e acconsente? – salvo poi scuotersi e rinvigorirsi su Facebook.

Ma è troppo tardi. Ormai quegli stessi social, o almeno i suoi account meridionali, non parlano che del Senatùr: sono risentiti, sono offesi, sono indignati. Ed è la peggiore delle indignazioni possibili. Perché ciò che ha dato fastidio a tanti, a mio avviso a troppi, è semplicemente l’essere stati paragonati agli africani. Ché finché certe cose si dicono di chi è più meridionale di noi – per non dire nero – va bene. Ma “come l’Africa”, agli italiani del Sud, proprio no. Pazienza se abbiamo effettivamente straripato per decenni o se nel silenzio a migliaia lo fanno ancora con una laurea in mano: sentirselo dire è un’onta inaccettabile.

“Come l’Africa, a noi?” Ma cosa c’è di male a essere paragonati all’Africa? “Aiutarci a casa loro, a noi?” Come se non fosse mai successo. E’ un’indignazione ipocrita.

Sia chiaro: le parole di Bossi inaccettabili lo sono davvero, ma non per l’Africa. Il problema sta in quel sotteso ma tangente e tagliente principio di superiorità. Che evidentemente va bene fin quando noi lo applichiamo ad altri, va male se lo appiccicano addosso a noi.

Allora apriti cielo! Eppure nuvole ferme e blanda indignazione per i 49 milioni o per la propaganda su qualche centinaio di africani veri abbandonati al fuoco del mare, per volersi attenere alla sola Lega. Ma spallucce e superficialità è stata la risposta dei meridionali anche alle vergogne di tutti i partiti, qui incapaci di mettere in piedi le infrastrutture che al nord sono normali e già superate, a gestire ospedali come Dio comanda, a industrializzare regioni intere senza affogarle nei veleni. Tutta roba a cui abbiamo fatto il callo, che possiamo accettare. Ma africani, a noi…

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