Il governo ha posto la fiducia alla manovra anche alla Camera, come da programma. La richiesta è stata formalizzata in Aula dal ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. La conferenza dei capigruppo ha fissato la prima chiama per le 15,30 di domani, lunedì. Le dichiarazioni di voto inizieranno alle 14. L’approvazione della Camera – dove il governo Conte 2 ha una maggioranza più larga che al Senato – sarà il via libera definitivo alla legge di Bilancio. Nei giorni scorsi il Parlamento ha approvato definitivamente il decreto Fisco, mentre è stato approvato ieri dal consiglio dei ministri il decreto Milleproroghe, ma “salvo intese”.

La ristrettezza del dibattito è stata denunciata una volta di più dall’opposizione, impossibilitata di modificare la legge nel passaggio in Aula al Senato e sia in commissione che in Aula a Montecitorio. Fratelli d’Italia ha chiesto e ottenuto un ampliamento dei tempi della discussione mentre alcuni dei deputati della maggioranza, intanto, hanno rinunciato a intervenire, optando per il deposito del testo. Momenti di agitazione durante l’intervento della deputata di Fdi Ylenia Lucaselli che ha iniziato rivolgendosi ai banchi della maggioranza e sottolineando come l’Aula si stesse finalmente riempiendo, mentre per gran parte della mattinata era rimasta semivuota: “Sconcertante“, ha detto. A quel punto, si sono levate urla di protesta. Gli animi sono stati riportati alla calma dopo l’intervento del presidente Roberto Fico. Il via libera della commissione Bilancio ha registrato la protesta delle forze politiche di opposizione, con Lega, Fi e Fdi che hanno abbandonato i lavori protestando contro la mancata discussione degli emendamenti annunciando di voler fare ricorso alla Consulta.

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