“Vorrei assistere al nuovo film di Star Wars, ma non in prima fila, da solo e separato dai miei amici, solo perché sono in carrozzina”, chiede Marco. “Mi piacerebbe visitare la mostra d’arte fruendo di una video-guida adatta anche al mio ragazzo con disabilità uditiva”, dice Giulia. “Vorrei poter acquistare on-line un biglietto per il concerto ma quel sito web è inaccessibile alle persone con disabilità visiva“, rivela Erica. “Vorrei che la nuova scuola sia progettata per avere un’acustica senza eco, perché aiuterebbe molto i miei alunni con le protesi acustiche e con disturbi specifici dell’apprendimento e a ben pensarci … aiuterebbe tutti” esorta una maestra di scuola elementare. Tutti questi desideri e bisogni potranno avere migliori risposte efficaci grazie a una importante novità: un innovativo centro specializzato e gratuito che aiuta le persone a intraprendere iniziative concrete per agevolare e velocizzare l’eliminazione delle barriere architettoniche e non solo, ad esempio nel proprio condominio, ma anche nei luoghi di interesse pubblico come musei, biblioteche, cinema e centri sportivi. Lo scorso 6 dicembre è stato presentato a Palazzo Reale, a Milano, il primo Centro regionale per l’accessibilità e il benessere ambientale (Craba), servizio promosso dalle associazioni Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) e Ledha Milano, a sostegno di cittadini e professionisti, con il supporto del Comune di Milano e Fondazione Cariplo.

Come e perché nasce il Craba? A rispondere è Armando De Salvatore, direttore tecnico del centro, architetto che si è occupato tra le varie cose anche di housing sociale e da 18 anni, dalla nascita del figlio, si è specializzato al tema della progettazione accessibile e inclusiva. “Oggi, a Milano e in Regione Lombardia, le persone con disabilità, gli anziani e chiunque manifesti una difficoltà di fruizione della propria casa, ufficio, scuola o in generale della propria città, originata da una barriera (architettonica, sensoriale o della comunicazione), agiscono spesso in modo individuale e non supportato da competenze appropriate o strutture specializzate. Anche i tecnici e i progettisti attualmente non hanno nella nostra Regione un riferimento competente e preciso sul tema accessibilità” dice a De Salvatore ilfattoquotidiano.it. L’idea del Craba nasce dopo le numerose collaborazioni della Ledha sviluppate nel periodo di Expo 2015 per favorire l’accessibilità di alcuni spazi cittadini nonché la mobilità urbana, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti. Attività e impegno che ha contribuito a far vincere a Milano il premio City Access Award 2016 della Commissione Europea per le politiche volte all’abbattimento delle barriere architettoniche.

De Salvatore spiega che il Craba è stato istituito “per cercare di fornire risposte organiche e mirate al superamento degli ostacoli posti sul cammino delle persone con disabilità, per favorirne la partecipazione sociale, il pieno godimento dell’ambiente di vita e della città”. Il direttore tecnico del Craba collabora con le realtà del Terzo Settore e con numerose organizzazioni come l’Associazione Lombarda Famiglie Audiolesi Onlus (Alfa) e l’Associazione Nazionale Subvedenti (Ans). “Il progetto – continua De Salvatore – avrà una prima sperimentazione di tre anni sul territorio del capoluogo lombardo. Le sedi operative saranno due: una in Ledha e una presso il Comune di Milano. L’idea di base è quella di ampliare gradualmente il ventaglio dei partner del Craba agli enti pubblici e privati della comunità interessati a sviluppare in concreto il tema dell’ambiente accessibile e inclusivo a 360°“. Qualche esempio per fare più chiarezza su quali saranno i campi utili di intervento per le persone con disabilità o gli anziani non autosufficienti dove opererà il Craba: “Il contesto ambientale, fisico, spaziale e sociale, è nel caso delle persone con disabilità, anziani e per una larga fascia di popolazione, un fattore così rilevante da condizionare la dimensione di cittadino e di abitante. Ad esempio – aggiunge il direttore tecnico – la presenza o meno di una rampa o di un ascensore adeguato può consentire o negare l’accessibilità a molteplici persone, su sedia a rotelle ma anche a mobilità ridotta. La presenza nell’ambiente di un facilitatore come l’ascensore annulla di fatto la disabilità o il deficit di funzionamento consentendone la fruibilità, il movimento e la partecipazione. Al contrario la sua mancanza configura l’ambiente come barriera che va ad evidenziare un deficit, a ‘creare disabilità’”.

Milano e la Lombardia risultano comunque aree dove l’accessibilità è, tutto sommato, abbastanza buona rispetto al resto d’Italia. Quali sono i principali disagi riscontrati sul territorio? “L’accessibilità è molto spesso intesa come risposta a un obbligo normativo, e viene il più delle volte circoscritta all’accezione di eliminazione delle barriere architettoniche, limitandosi a trovare soluzioni stereotipate e individuando come problematica per lo più la sola mobilità delle persone in carrozzina. I tecnici e i progettisti tendono a perpetuare modelli riferiti ad una utenza standard e a proporre ambienti poco flessibili dal punto di vista spaziale e impiantistico, fornendo risposte non adeguate alle esigenze e ai bisogni di una molteplicità di persone che esprimono differenti abilità e difficoltà” risponde al Fatto.it De Pasquale. Per esempio: “Camminare, piegarsi, comunicare, orientarsi ma anche riconoscere colori non contrastanti e udire la voce proveniente da altoparlanti. La cultura progettuale dei tecnici oggi deve innovare il proprio modo di progettare, pensando a percorsi che coinvolgano più discipline e i fruitori stessi. Non è sufficiente il rispetto pedissequo degli standard e dei limiti imposti dalle norme edilizie pensate 30 anni fa per superare le barriere perché in tal modo si rischia di costruire spazi forse a norma ma ghettizzanti ed escludenti dalla partecipazione e dalla vita sociale una parte di cittadini” conclude il direttore tecnico del Craba. Il servizio è attivo ed è possibile contattare il Craba telefonicamente (dal martedì al giovedì) o via email (craba@ledha.it) secondo le modalità indicate sul sito internet di Ledha.

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