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Berlino, la vendetta di Mosca sul caso dell’ex combattente ceceno ucciso: espulsi due diplomatici tedeschi

Il Cremlino ha risposto così a una misura identica decisa dalla Germania e relativa all'omicidio di Zelimkhan Khangoshvili, ucciso in pieno giorno a Berlino. L'uomo, 40 anni, aveva combattuto in Cecenia contro i russi
Berlino, la vendetta di Mosca sul caso dell’ex combattente ceceno ucciso: espulsi due diplomatici tedeschi
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La mossa era attesa da giorni, da quando Berlino aveva deciso di espellere due funzionari russi in relazione all’omicidio di Zelimkhan Khangoshvili, un georgiano che aveva combattuto in Cecenia. Perché gli inquirenti tedeschi sospettano che dietro la sua morte ci sia il Cremlino. Mosca aveva già anticipato che avrebbe risposto con una misura identica a quella subita, e così è stato. La Russia ha deciso quindi l’espulsione di due diplomatici tedeschi come misura di risposta alla recente espulsione di due diplomatici russi da parte della Germania. Hanno sette giorni per lasciare il Paese. Ma Berlino non si ferma e ha già avvertito che potrebbe intraprendere “ulteriori azioni”. Putin, dopo l’espulsione dei suoi funzionari, era intervenuto sul caso, definendo la vittima “un bandito, un uomo molto sanguinario e crudele” nonché “uno degli organizzatori delle esplosioni nella metropolitana di Mosca” e “in uno solo degli attacchi a cui ha preso parte sono state ammazzate 98 persone“. Putin aveva inoltre aggiunto che la Russia da anni aveva fatto domanda di estradizione per Khangoshvili, ma il governo tedesco, tramite un portavoce del ministero della Giustizia, ha riferito di non avere ricevuto nessuna richiesta in questo senso. La vittima, a Berlino, aveva cambiato nome in Tornike K. e aveva inoltrato una domanda d’asilo, poi respinta dalle autorità. Il procedimento tuttavia non si era ancora concluso.

Lo scontro diplomatico – La comunicazione è stata data ufficialmente all’ambasciatore tedesco in Russia Geza Andreas von Geyr, convocato al ministero degli Esteri di Mosca. “Ci aspettiamo e speriamo che l’espulsione dalla Russia di due diplomatici tedeschi non diventi un fattore di ostacolo per coltivare ulteriormente ed espandere il nostro dialogo, piuttosto costruttivo, con la Germania“, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov sottolineando che l’espulsione è stata “una misura obbligata”. “Queste misure si sono rese inevitabili dopo che i due nostri diplomatici sono stati espulsi dalla Germania. Crediamo che la decisione presa da Berlino sia assolutamente infondata ed è per questo che è stata presa una misura di ritorsione“, ha precisato. Una decisione che, ha detto una portavoce del ministero degli Esteri tedesco, “invia un segnale sbagliato ed è ingiustificata” e Berlino potrebbe intraprendere “ulteriori azioni”.

“Una vigorosa protesta è stata presentata al capo della missione diplomatica tedesca contro l’infondata decisione presa dal governo tedesco il 4 dicembre del 2019 di dichiarare ‘persona non gratà due funzionari dell’ambasciata russa a Berlino”, ha riferito il ministero degli Esteri russo dopo aver convocato l’ambasciatore tedesco. “Dunque – prosegue il dicastero – in base al principio di reciprocità e all’articolo 9 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961, la parte russa ha dato una risposta e ha deciso di dichiarare ‘persona non grata’ due funzionari dell’ambasciata tedesca in Russia. Essi sono obbligati a lasciare il territorio del nostro Paese entro sette giorni. All’ambasciatore della Germania è stata presentata una nota a riguardo”.

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