La Cassazione ha revocato l’obbligo di dimora nei confronti di Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano, indagato nell’inchiesta Angeli e Demoni sul presunto sistema di affidi illeciti di minori scoppiato in Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, nel giugno scorso quando l’esponente del Partito democratico venne arrestato. A distanza di sei mesi ora è tornato libero. A quanto riporta l’Ansa, in attesa delle motivazioni, la Suprema corte ha deciso per la revoca sentenziando che non sussistevano le condizioni per l’arresto e quindi per una misura cautelare.

Il ricorso sottoposto ai giudici di piazza Cavour era stato presentato dagli avvocati difensori Giovanni Tarquini e Vittorio Manes, contro la decisione del Riesame dello scorso 20 settembre che aveva revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari per Carletti, ma aveva applicato l’obbligo di dimora nella sua casa di Albinea, sempre nel Reggiano. Il primo cittadino, sospeso dal ruolo su decisione del Prefetto e autosospeso dal Pd, è accusato di abuso di ufficio e falso per l’affidamento di alcuni locali per la cura di minori.

Ora potrà affrontare a piede libero il processo (per la metà di dicembre è prevista la chiusura delle indagini preliminari) assieme agli altri 28 indagati nell’inchiesta condotta dalla Procura di Reggio Emilia. “Esprimiamo soddisfazione, ma con cautela al tempo stesso, in vista del processo”, il commento lapidario dei legali.

“La Cassazione stabilisce che l’arresto del sindaco di Bibbiano era illegittimo – il commento del senatore del Pd Stefano Ceccanti – Leggeremo il testo, ma sin d’ora parliamo davvero di Bibbiano, della carcerazione preventiva, delle accuse spacciate per condanne, del circuito mediatico-giudiziario, del giusto processo, della presunzione di innocenza“. “La Cassazione ha stabilito che non ci sono mai state le condizioni per l’arresto del sindaco di Bibbiano – scrive su Twitter il deputato del Pd Emanuele Fiano – Annullata di conseguenza ogni misura cautelare nei confronti di Andrea Carletti. La giustizia prima o poi arriva…”.

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