Una tonnellata e 200 chili di cocaina purissima nascosta all’interno di un container di banane. Il porto di Gioia Tauro si conferma uno degli scali principali che la ‘ndrangheta utilizza per il traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il maxi-sequestro è avvenuto lunedì mattina quando i carabinieri di Reggio Calabria, assieme ai militari del Ros e alla guardia di finanza, hanno scoperto 1176 chili di cocaina occultata in 144 imballi celati in un container frigorifero adibito al trasporto di banane. Il carico, partito dal Sud America e sbarcato a Gioia Tauro, era diretto in Germania.

Non è escluso che la cocaina se non fosse stata scoperta, sarebbe stata recuperata da qualcuno all’interno del porto calabrese prima che il container ripartisse per il nord Europa. A quel punto gli uomini delle cosche l’avrebbero immessa nel mercato e la cocaina avrebbe fruttato oltre 250 milioni di euro ai trafficanti. All’operazione, coordinata dal procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, hanno partecipato i funzionari dell’Europol e dell’Agenzia delle Dogane.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Centocelle, da periferia a quartiere di movida in cui la ‘ndrangheta insidia il clan Senese. “Controllano il territorio e nessuno denuncia”

prev
Articolo Successivo

Catania, compra benzina al distributore e incendia l’auto dell’ex compagna: incastrato dalle telecamere

next