La famiglia Berlusconi mette a posto un nuovo tassello della riorganizzazione del suo impero. Mediaset si è rafforzata nel capitale della tedesca Prosiebensat passando dal 9,61 al 15,1 per cento. Con questa mossa il gruppo di Cologno Monzese diventa il primo socio della società media tedesca con una partecipazione che, ai prezzi di Borsa di ieri, vale quasi mezzo miliardo (476 milioni). L’operazione, realizzata via Mediaset España, è “un importante passo avanti nella creazione di una televisione europea indipendente, forte nei contenuti e nella tecnologia, che possa migliorare la posizione competitiva dell’Europa nel mercato globale” come ha spiegato una nota di Cologno Monzese. Ma soprattutto rafforza ulteriormente il Biscione nel pieno della battaglia con la francese Vivendi che punta a far saltare il progetto MediaForEurope, la nuova cassaforte olandese che riunirà tutti gli asset media di Fininvest sotto un unico cappello rafforzando la presa sull’intero gruppo.

A questo punto, il prossimo obiettivo di Mediaset è conquistare spazio nel consiglio di amministrazione di Prosiebensat sulla falsariga di quanto ha tentato di fare Vivendi proprio con il gruppo di Cologno Monzese. L’operazione potrà prendere il via in estate al primo rinnovo del board del gruppo tedesco. E tecnicamente non dovrebbe essere complicata: Mediaset è il primo socio del gruppo tedesco e la società è una public company, cioè un gruppo ad azionariato diffuso, scalabile in Borsa. Tuttavia, recentemente ha fatto capolino nel capitale del gruppo tedesco anche un altro investitore: l’industriale ceco Daniel Kretinsky che, attraverso la sua Czech Media Invest (CMI) ha acquistato il 4% di Prosiebesat. Kretinsky non è un investitore qualsiasi perché, oltre ad essere proprietario del gruppo energetico Eph, grazie a CMI, controlla il primo gruppo media ceco ed ha recentemente acquistato il settimanale francese Marianne, oltre ad alcune testate del gruppo Lagardère e una quota del quotidiano Le Monde. Nel dettaglio, Kretinsky ha comprato a fine ottobre 2018 il 49% delle azioni della holding “Le Nouveau Monde” dal finanziere Matthieu Pigasse, diventando socio in affari di Xavier Niel, fondatore e proprietario del gruppo di telefonia Iliad. Dietro l’ingresso di Kretinsky potrebbe quindi celarsi un’insidia per Mediaset. O magari l’opportunità di un’alleanza che metta definitivamente fuori gioco Vivendi, controllata dal finanziere bretone Vincent Bolloré. Non si può trascurare il fatto che Niel abbia la passione per i media, oltre che per le telecomunicazioni. Anche in Italia: secondo alcune indiscrezioni, non confermate, potrebbe essere stato proprio il magnate francese ad aver fatto delle avances alla famiglia De Benedetti facendo scattare l’offerta per Gedi da parte di Carlo De Benedetti. Lo scenario per la creazione dei futuri gruppi media europei è insomma in decisa evoluzione.

In questo contesto, giocano un ruolo chiave anche le molteplici cause intentate dal Vivendi contro il progetto Media For Europe. In Spagna Mediaset ha già fatto ricorso contro la decisione del tribunale di Madrid che ha sospeso l’operazione di integrazione tra Mediaset e la controllata spagnola. Intanto a Milano, prima del pronunciamento finale, i giudici hanno chiesto a Mediaset e Vivendi di cercare un accordo sullo statuto della holding olandese entro il 22 novembre.

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