Dopo il disastroso risultato di Ciudadanos alle ultime elezioni spagnole, con la formazione di centro che ha ottenuto appena 10 seggi contro i 57 dell’aprile scorso, fermandosi al 6% dei consensi, il leader Albert Rivera ha deciso di dimettersi dalla presidenza. “Lascio la politica”, ha poi annunciato definendo questa una decisione “personale, in coerenza con ciò che sono”. “Voglio essere felice. Lo sono stato, però adesso lo sarò fuori dalla politica”, ha concluso.

Dopo 13 anni alla guida della formazione liberale di centro, nata nel 2005, Rivera aveva portato il partito a diventare la terza forza politica a livello nazionale, con ben 57 seggi conquistati alle ultime elezioni di aprile. Tanto che, dopo il crollo dei Popolari, in seguito allo scandalo di corruzione che ha coinvolto diversi esponenti del partito portando alle dimissioni dell’ex capo del governo, Mariano Rajoy, sembrava che potesse essere proprio lui a mettersi a capo di una nuova coalizione di centrodestra dalle marcate tendenze liberali.

L’incapacità di incidere nella formazione di un nuovo esecutivo, la rinascita dei Popular con il nuovo leader Pablo Casado e l’ascesa repentina della forza di estrema destra filo-franchista di Vox hanno spolpato però Ciudadanos, evidentemente non più percepito come un partito di rottura rispetto alle formazioni tradizionali. Un processo che ha coinvolto, meno nettamente, anche Podemos a sinistra.

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