Squallide, raccapriccianti, sconvolgenti. La politica reagisce al fermo di Antonello Nicosia, assistente di Giuseppina Occhionero, deputata di Liberi e Uguali (ora con i renziani di Italia Viva), fermato dalla Procura di Palermo con l’accusa di associazione mafiosa. Per i pm Nicosia, che si definiva esponente radicale, aver usufruito di visite e ispezioni nelle carceri siciliane della Occhionero per fare da tramite tra i boss in cella, alcuni dei quali al 41 bis, e i clan, portando all’esterno messaggi e ordini: “Un uso strumentale del rapporto di collaborazione” secondo la procura.

Agli atti dell’inchiesta anche una serie di intercettazioni di Nicosia, che definiva Matteo Messina Denaro come ““il primo ministro” e riferendosi alle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino diceva “è stato un incidente sul lavoro”. “Le intercettazioni di questo Nicosia sono squallide e raccapriccianti. Il suo caso dice a tutti che la minaccia mafiosa è attuale e va presa sul serio”, ha twittato l’ex premier Paolo Gentiloni, designato commissario europeo.

“Uno che considera Messina Denaro ‘il nostro premier’ e che insulta la memoria di Falcone e Borsellino definendo le stragi del 1992 ‘un incidente sul lavoro fa ribrezzo. Sono parole sconvolgenti, scioccanti, che indipendentemente dalle implicazioni di Nicosia devono farci riflettere”, scrive su facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “La mafia c’è, esiste, fa schifo e va combattuta ogni giorno. Senza nessuna paura. Siamo più forti di loro, non dimentichiamocelo mai”, aggiunge il capo politico del M5s. Dello stesso tenore la nota dei 5 stelle: “Sono parole inaccettabili quelle pronunciate da Antonello Nicosia sui giudici Falcone e Borsellino e le accuse a carico del membro del comitato nazionale dei Radicali Italiani, lasciano sgomenti”.

Sull’operazione interviene anche l’ex datrice di lavoro di Nicosia, Giuseppina Occhionero. “Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per lo straordinario lavoro di contrasto alla mafia. Da ciò che emerge dalle notizie riportate sui giornali quello che diceva e scriveva Nicosia era ben lontano dalla verità, arrivando a veicolare messaggi mafiosi per conto dei detenuti. Quello che si legge nelle intercettazioni è comunque vergognoso e gravissimo”, dice la parlamentare di Italia Viva, fino a poche settimane fa esponente di Liberi e Uguali. “La collaborazione con me, durata solo quattro mesi, era nata in virtù del suo curriculum, in cui si spacciava per docente universitario oltre che di studioso dei diritti dei detenuti – dice la deputata – . Non appena ho avuto modo di rendermi conto che il suo curriculum e i suoi racconti non corrispondevano alla realtà ho interrotto la collaborazione. Ora sono profondamente amareggiata, ma la giustizia farà il suo corso. Mi auguro nel più breve tempo possibile. Pur essendo del tutto estranea alla vicenda, sono comunque a disposizione della magistratura per poter fornire ogni elemento che possa essere utile”.

Anche i radicali intervengono per prendere le distanze da Nicosia: “Non è mai stato iscritto al Partito Radicale e come tutti i cittadini è innocente fino a sentenza definitiva”, twitta l’account del Partito Radicale. “La giustizia faccia il suo corso e vedremo cosà uscirà dalle indagini e se colpevole verrà processato e condannato”, dice Marco Taradash, radicale che oggi ha aderito alla formazione politica di +Europa, entrando a far parte della sua segreteria. “Sto ascoltando alcuni suoi interventi a Radio Radicale e parlava delle sue visite in carcere sia come educatore, dato che faceva anche questa professione, e poi insieme alle delegazioni dei radicali. E per un periodo era iscritto sia al Partito Radicale che ai Radicali Italiani – continua Taradash – era iscritto come poteva e può fare chiunque e forse, e sottolineo forse aveva collegamenti con la mafia: che la giustizia faccia il suo corso e vedremo”.

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