Hanno votato poco più di 450mila persone, ma per il centrodestra le elezioni in Umbria sono già un’opportunità per l’assalto al governo. Così era stato in campagna elettorale, così accade anche il giorno dopo le urne che d’altronde hanno consegnato alla Lega e alla sua candidata Donatella Tesei una vittoria schiacciante, con uno scarto di 20 punti percentuali rispetto al risultato raggiunto dall’alleanza M5s-Pd. Il primo a sottolineare la “valenza nazionale” del voto umbro è Matteo Salvini: “Conte continua con la sua arrogante distruzione dell’Umbria, sbagliare è umano ma perseverare è diabolico…ogni giorno si apre un problema nuovo”. Il riferimento è alla risposta del premier ai cronisti con un citazione di Modugno: “Ho il sole, il cielo, il mare”. Tanto che anche il leader della Lega si avventura in una citazione: “”Che bella giornata. Una splendida giornata, saccheggiamo Vasco Rossi“, dice aprendo la conferenza stampa sul voto in Umbria.

“Il voto di ieri è stato anche a due diverse foto: quella dell’improvvisato Cdm a promettere brioche, caviale, autostrade, ferrovie. Sono arrivati a promettere tutto, da Conte a Zingaretti e Speranza. Donatella (Tesei, ndr) invece ha ragionato con i governatori del nord di quello che una regione può fare. Evidentemente gli umbri hanno scelto la concretezza“, rivendica Salvini. Che poi torna a compattare la sua coalizione, nonostante l’exploit sia soprattutto del Carroccio e di Fratelli d’Italia, che con il suo 10,4% ha quasi doppiato Forza Italia. “Sono contento dell’intero centrodestra, la vittoria è di tutti – sottolinea Salvini – prima ho parlato con Berlusconi, è una vittoria della squadra, in una regione può andare più forte uno, in un’altra regione andrà meglio un altro. Si vince con la squadra. C’è una maggioranza che vince e governa la maggior parte delle regioni“.

Mentre nella maggioranza si apre il dibattito sulla possibilità di replicare in futuro l’esperimento dell’alleanza civica, il centrodestra si compatta ancora di più e chiede il voto nazionale. Le elezioni in Umbria danno “un segnale molto chiaro a questo governo, io fossi Conte non avrei dubbi e rassegnerei le dimissioni più velocemente della luce, dopo un segnale che arriva da una Regione tra l’altro storicamente schierata a sinistra”, attacca Giorgia Meloni, l’altra grande vincitrice. Prova a vedere il lato positivo anche Forza Italia, relegata a minoranza nella coalizione: “Tantissima gente è andata a votare, per una forte motivazione: dire no a questo governo e sì a uno del centrodestra unito“, dice il vicepresidente di Fi, Antonio Tajani, intervistato dal Corriere della Sera.

A parlare di elezioni è lo stesso Salvini: “Questo non è un governo che rappresenta il popolo italiano, mi rifiuto di pensare ad altre alternative che non siano le elezioni“, ha detto il leader del Carroccio a 24 Mattino in onda su Radio 24. Che poi durante la trasmissione ha attaccato i Cinquestelle: “Hanno dimezzato i voti in Umbria perché sono il partito dei no a tutto”. Sul crollo del M5s (fermo al 7,4%) si concentra anche Meloni: “Abbiamo battuto i Cinquestelle perché hanno tradito il loro elettorato, tanti italiani, tutti gli umbri, era inevitabile che gli umbri voltassero loro le spalle. Cosa che penso si apprestino a fare tutti gli italiani quando sarà consentito loro di votare. Quindi sono contenta ed entusiasta del risultato di Fratelli d’Italia”. Su eventuali contraccolpi per il governo torna invece Tajani: “Il segnale è molto duro per loro. Ed è l’ennesimo. Abbiamo vinto tutte le elezioni regionali, è chiaro quello che gli italiani chiedono: non una manovra di tasse né un governo senza linea comune. Vogliono chi, come la piazza di San Giovanni, rappresenta una politica comune“.

Le reazioni dei leader del centrodestra non si discostano da quelli che erano stati i commenti a caldo dopo le prime proiezioni: “Qualcuno stanotte a Roma avrà qualcosa su cui riflettere. Gli italiani non amano i traditori e i poltronisti, aveva detto Salvini. “Questo sonoro ceffone al governo rossogiallo la dice lunga su quello che gli italiani pensano. Fossi in Conte domattina rassegnerei le dimissioni”, dichiarava già Meloni. Solo Silvio Berlusconi si è limitato a un tweet in cui evoca i comunisti: “Dall’Umbria dopo mezzo secolo una svolta storica: anche nelle tradizionali Regioni rosse il centro-destra unito rappresenta l’ampia maggioranza degli elettori. La nostra alleanza è il futuro dell’Italia e ha il diritto-dovere di governare il Paese”.

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