L’ultima puntata de “Il Borgo dei Borghi” è stata trasmessa da Rai3 domenica 20 ottobre, vista da 1.053.000 telespettatori con il 4,6% di share. Davanti alla tv c’erano sicuramente i cittadini di Bobbio e quelli di Palazzolo Acreide, con i primi festanti per la vittoria come borgo più bello d’Italia. La finalissima della trasmissione condotta da Camila Raznovich rischia però di diventare un vero e proprio caso mediatico creando più di un imbarazzo a Viale Mazzini. La vittoria del paese dell’Emilia Romagna sbarca addirittura in Parlamento per la presenza in giuria di Philippe Daverio che veste pure i panni di presidente, affiancato dal geologo Mario Tozzi e dall’ex schermitrice Margherita Granbassi.

Il critico d’arte e collaboratore di Striscia la notizia è anche cittadino onorario di Bobbio, un riconoscimento ottenuto per la “visibilità e valorizzazione data alla città attraverso testate giornalistiche e reti televisive”. Daverio non ha mai nascosto le sue simpatie per il paese vincitore tanto da chiedere un anno fa che divenisse la terza capitale d’Europa dopo Strasburgo e Bruxelles. Il caso finisce in Parlamento, dicevamo, con Michele Anzaldi che solleva la polemica parlando prima di “un imbarazzante caso di conflitto di interessi” per poi aggiungere che “se sono stati commessi errori e ci sono state connivenze, chi ha sbagliato deve pagare. Presento un’interrogazione in commissione di Vigilanza”, ha scritto sul suo profilo Facebook l’esponente di Italia Viva, il neonato partito di Matteo Renzi.

L’esponente renziano ricorda poi che la giuria di esperti, presieduta appunto da Daverio, ha ribaltato il risultato del televoto. Quest’ultimo aveva premiato Palazzolo Acreide che con il 42% aveva staccato Bobbio fermo al 27%. La giuria aveva invece assegnato zero punti al comune siciliano e il 66% proprio a Bobbio. “E’ necessario che l’amministratore delegato Salini e il direttore di Rai3 Coletta chiariscano ai cittadini cosa è successo e se tutto sia stato fatto rispettando le regole e l’imparzialità del servizio pubblico, oppure se qualcuno abbia lucrato dietro la buona fede dei telespettatori” ha concluso Anzaldi.

Salvatore Gallo, sindaco del comune siciliano, non nasconde la delusione: “Pensavamo che partecipare alla trasmissione il Borgo dei Borghi fosse una cosa seria, una competizione onesta, una sfida leale e per questo abbiamo deciso di partecipare. Abbiamo accettato le regole del gioco, convinti che luminari della cultura e della scienza fossero imparziali, luminari ai quale in finale​ è stato​ affidato il 50 % del peso del voto. Pensavamo ad una giuria di qualità seria come seriamente tutti noi abbiamo​ affrontato questo gioco che tanto gioco non è.​ Siamo abituati alle competizioni e abituati alle sconfitte, ma non alle sconfitte con lo sgambetto.​ ​Mai più concorsi col trucco finale e soprattutto con giurati cittadini onorati dei Borghi in competizione.”

Il primo cittadino ha anche annunciato di aver chiesto un’audizione in commisione di Vigilanza Rai mentre sul caso è intervenuto anche Manlio Messina, assessore al Turismo della regione Sicilia, che ha tuonato: “Ci troviamo di fronte a un grande papocchio, per non dire altro. Se un vincitore ci deve essere in questa gara, desideriamo che sia la nostra Palazzolo Acreide e chiediamo che si possa trovare una soluzione chiara per riparare a un imbarazzante errore che la Rai, come servizio pubblico, non si può permettere, in considerazione del fatto che ha chiamato in causa i telespettatori facendoli partecipare attivamente proprio con il televoto”. Il FattoQuotidiano.it ha provato a contattare più volte inutilmente Philippe Daverio, da Viale Mazzini fanno sapere che l’azienda sta effettuando in queste ore i controlli necessari per chiarire il tutto.

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