Sono 11.263 i collaboratori scolastici che presto verranno stabilizzati attraverso una procedura semplificata che non prevede un colloquio. Si tratta dell’internalizzazione degli appalti storici, le cosiddette ex Lsu (lavori socialmente utili). La loro assunzione è stata prevista da un decreto legge varato dal governo il 10 ottobre. Le selezioni avverranno a livello provinciale e saranno finalizzate ad assumere nella scuola, a decorrere dal 1 gennaio 2020, il personale impegnato per almeno dieci anni, anche non continuativi, purché includano il 2018 e il 2019, presso le istituzioni scolastiche ed educative statali. Saranno esclusi dall’assunzione i soggetti che abbiano commesso reati in relazione al proprio stato di tossicodipendenza e coloro che siano stati condannati per reati che comportano la perdita della potestà genitoriale ma anche chi ha avuto l’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Soddisfatti, almeno in parte, le organizzazioni sindacali. Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil, commenta così la notizia: “L’internalizzazione dei lavoratori ex Lsu e appalti storici nell’organico della scuola è un provvedimento che risponde ad una nostra storica rivendicazione. Per questo non possiamo che salutarla come un nostro risultato. Ne guadagnerà sicuramente la qualità del servizio, grazie alla stabilità e continuità del rapporto di lavoro. Condivisibile anche la procedura di immissione in ruolo semplificata tramite graduatoria per titoli che è propria dei collaboratori scolastici”.

Resta in ogni caso il problema di coloro che saranno esclusi: “Occorre tuttavia garantire – spiega Sinopoli – la continuità del rapporto di lavoro e di reddito anche per i lavoratori che non saranno internalizzati: per questo chiediamo una regia della stessa presidenza del Consiglio che si faccia carico anche dei lavoratori che, non entrando nei ruoli della scuola, le ditte appaltatrici minacciano di licenziare. Di pari passo dovranno essere inserite in manovra misure per un piano straordinario di stabilizzazione per coprire gli oltre 20mila posti Ata coperti da altrettanti supplenti”.

A lui fa eco la segreteria della Cisl Scuola: “È una sorta di assunzione quasi diretta senza nemmeno una prova orale. È una formula per essere in regola con le norme costituzionali. Non è una prova selettiva. La platea pare che siano quasi di 17mila persone. Si dovrà fare una scelta tra coloro che hanno il titolo o non l’hanno ancora. La massa che non sarà assorbita non può restare per strada: fino ad oggi rientrava in un impegno che veniva affidato alle cooperative che si vedranno svuotate le loro casse. È un’azione che non deve essere sottovalutata. In alcune aree del Paese le Lsu sono state composte e ricomposte, sono stati spezzettati gli orari. Nella scuola servono tanti collaboratori scolastici ma ci sono anche le graduatorie da cui attingere. Non è da quel versante che vanno solo assunti. Andrebbe regolamentata una stabilizzazione ma devono arrivare da altri canali. C’è una platea in attesa che non c’entra con questi 11.263”.

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