Non indossano l’eskimo, ma usano la borraccia. Sono gli studenti della generazione “Greta Thunberg” che da mesi riempiono le piazze di tutta Italia a difesa del clima. “Ho iniziato ad usarla da qualche mese – racconta Bianca davanti al suo liceo – se vogliamo che le nostre rivendicazioni politiche siano legittime dobbiamo attuarle nel quotidiano”. Un piccolo gesto che sta diventando sempre più comune tra i ragazzi, ma non ancora tra i docenti: “La maggior parte delle bottigliette in plastica sono comprate dei professori forse perché si sentono meno responsabili del futuro del pianeta rispetto a noi” racconta un’altra ragazza che ha iniziato ad usare la borraccia un anno fa. Il suo sogno è quello di una scuola e di un’Italia “plastic free”. Un traguardo che sembra essere ancora lontano dall’essere raggiunto. Oggi il nostro paese è maglia nera in Europa per il consumo di bottiglie d’acqua in plastica. Ogni anno se ne producono circa otto miliardi. Un trend che gli studenti vogliono provare ad invertire usando la borraccia e lottando per chiedere il cambio di passo nel modo di concepire lo sviluppo: “I piccoli gesti quotidiani sono importanti ma non bastano: l’attuale sistema economico ha prodotto questo “climate change”, per questo dobbiamo provare a cambiarlo”.

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