Da una parte gli scontri tra il Partito democratico e Italia viva e gli ultimatum di Matteo Renzi al governo; dall’altra gli annunci dei ministri sulle prossime misure. Il clima nel governo Conte 2, che celebra in questi giorni appena un mese di vita, rimane teso e alla vigilia del voto definitivo per il taglio dei parlamentari, Luigi Di Maio si rivolge alle forze politiche per chiedere di fermarsi con “interviste e annunci”: “Facciamo le cose e poi le diciamo”, ha dichiarato. Una risposta ai colleghi, ma anche un modo per cercare di spostare l’attenzione sulle misure M5s nel governo, mentre a riempire le pagine sono le tensioni tra democratici e renziani. Questa mattina a rilanciare l’abolizione progressiva del superticket nella sanità è stato il ministro della Salute Roberto Speranza, subito sostenuto dal segretario Pd Nicola Zingaretti. Sul fronte di Italia viva ha invece parlato lo stesso Matteo Renzi, con una nuova intervista ai giornali per chiedere di abbassare le tasse. E solo ieri pomeriggio la sua ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti ha detto di stare lavorando a “un congedo di paternità di almeno 10 giorni, ad assegno unico e bonus bebè”.

“Stamattina”, ha dichiarato Di Maio a margine di una visita a Terni e rispondendo alle domande sulle interviste di Matteo Renzi e Roberto Speranza, “come tante altre volte, sui giornali leggo troppi annunci. Questo non può essere il governo in cui ogni mattina leggiamo interviste che annunciano qualcosa. Facciamo e poi diciamolo, vale per tutti gli argomenti. Stiamo lavorando alla legge di bilancio? Scriviamola, diamo ai cittadini i soldi che meritano e poi facciamo tutte le interviste che volete”. Quindi Di Maio ha parlato anche del taglio dei parlamentari, la riforma che arriva al vogo finale la prossima settimana: “Per il taglio dei parlamentari non mi aspetto solo un voto di maggioranza, ma un voto trasversale del Parlamento. Leggo di alcune forze politiche che vorrebbero assentarsi, di parlamentari di opposizione che non vorrebbero venire in Aula. Vorrà dire che gli manderemo una piccola poltrona a casa per ricordargli che in un momento storico hanno scelto le poltrone al cambiamento”. Per Luigi Di Maio quella del taglio dei parlamentari “è una battaglia che condivide oltre il 90% degli italiani. Sono molto emozionato in due ore di lavoro, si vota e ci sono 345 poltrone in meno, stipendi in meno e anche meno burocrazia

Oggi il ministro Speranza, intervistato da Repubblica, ha ribadito che intende “battersi per superare il superticket” perché “ogni volta che un cittadino non accede alla sanità per ragioni di natura economica siamo di fronte ad una sconfitta dello Stato“. “È ora di dare una mano a chi ha più bisogno di aiuto”, ha detto poco dopo il segretario Pd Zingaretti via Facebook. “Abbiamo iniziato ad abbassare le tasse sul lavoro per aumentare gli stipendi, sono d’accordo con l’idea di lavorare per abolire il superticket nella sanità. In Regione Lazio l’abbiamo fatto. Costruiamo insieme un’Italia più giusta”. Ma eliminare l’importo aggiuntivo di 10 euro che i cittadini pagano su ogni ricetta per prestazioni di diagnostica e specialistica – a introdurlo fu, nel 2007, il governo Prodi – richiede risorse aggiuntive e la coperta della prossima legge di Bilancio è già cortissima. “Dobbiamo trovare stanziamenti extra”, ha ammesso Speranza. Il costo dell’operazione, secondo gli uffici del ministero, è di 550 milioni “ma visto che 60 sono già stati messi l’anno scorso, ci vogliono 490 milioni“, rileva il ministro.

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