Alaa Abdel Fattah, uno dei principali attivisti egiziani della Primavera araba che scosse il nord Africa nel 2011, è stato di nuovo arrestato questa mattina. La notizia arriva proprio mentre il Centro egiziano per i diritti economici e sociali fa sapere che nel Paese, tra venerdì 20 settembre a sabato 28, sono state arrestate 2231 persone. Non ci sono inoltre informazioni ufficiali su altri 1024, e solo per 181 degli arrestati sono state formulate delle accuse. Si tratta di aggiornamenti giornalieri, precisa l’ong su Facebook: Il Cairo ha intensificato gli arresti in seguito allo svolgersi di proteste contro il governo in piazza.

Fattah era in libertà vigilata dopo aver scontato in carcere una condanna a 5 anni. Era uscito nel 2017, ma il regime giudiziario a cui era finora sottoposto lo obbligava a trascorrere la notte nella stazione di polizia di Doki, a Giza, dove passava le ore dalle 18.00 alle 6.00 del mattino, per poi tornare a casa. La sua famiglia lo andava a prendere ogni mattina. Stando alle informazioni emerse finora, la mattina del 29 settembre gli agenti non lo hanno lasciato uscire: la madre di Fattah, Leila Souief, come ogni giorno è andata in stazione, ma è stata fermata all’angolo della strada da agenti di sicurezza che le hanno impedito di avvicinarsi all’entrata del commissariato. La donna lo ha aspettato per un po’, poi, quando Alaa non è apparso, la polizia ha detto alla madre che aveva lasciato la cella e che era stato prelevato da agenti dei servizi di sicurezza e condotto nei loro uffici. I suoi legali non hanno tuttavia potuto confermare la sua presenza.

Preoccupazione per le sorti dell’attivista e blogger arrivano soprattutto dalla sorella Mona Seif, che ha twittato: “È stato rapito dalla stazione di polizia di Doki. Ci è stato detto che è nelle mani dei servizi di sicurezza. Non sappiamo dove si trovi, non conosciamo le accuse, non sappiamo se sta bene o se sta subendo maltrattamenti. Non sappiamo nulla se non che siamo di nuovo a dire”.

Stando a quanto avrebbe riferito un agente in forma anonima, Abdel Fattah è forse indagato per avere incitato alla protesta contro il regime di Abdel Fattah al-Sisi scoppiata nei giorni scorsi, alla quale l’attivista non ha partecipato perché sotto controllo giudiziario. Nei giorni scorsi, nel tentativo di reprimere il dissenso, sono state arrestate oltre mille persone, duemila secondo i loro legali e le organizzazioni per i diritti umani. Misure restrittive sono state emesse anche nei confronti dei legali stessi: diversi gli avvocati posti in stato di fermo, tra loro Mahinour el-Masry, impegnata a difendere oltre trecento egiziani finiti nelle mani della giustizia.

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