Il discorso di Greta Thunberg alle Nazioni Unite condanna tutti coloro che hanno celebrato un modello economico di eterna crescita. Questa illusione ha rubato il futuro ai nostri figli e nipoti. È un’accusa pesante, che ci mette di fronte ad una realtà surreale, la sopravvivenza della specie è un codice che ci portiamo dentro dagli albori della comparsa dei nostri antenati sulla terra, è stato il motore della nostra evoluzione, adesso, invece di continuare lungo questa strada, le nostre azioni remano a favore dell’estinzione. E dato che i cambiamenti climatici sono già arrivati, li viviamo stagione dopo stagione, negare tutto ciò vuole dire essere ipocriti.

Perché ci comportiamo così?

La reazione più comune degli adulti è il cinismo. Sebbene nessuno posso negare che il clima sta cambiando e che ai poli i ghiacci si stanno sciogliendo, molti alzano le spalle e continuano a vivere una vita fatta di eterno consumismo. Una reazione spesso prodotta dalla sfiducia nei confronti degli altri, della comunità, della politica, del villaggio globale. Il ragionamento del cinico climatico è il seguente: a che serve riciclare quando miliardi di persone non lo fanno? In altre parole di fronte ad un futuro climatico distopico l’uomo si sente impotente, incapace di evitare la catastrofe e dunque la ignora. Più del desiderio di benessere costante, del sogno di un capitalismo in eterna ascesa grazie ad un consumo illimitato e frenetico, il cinismo climatico è il prodotto della paura.

Mentre i genitori si comportano come bambini terrorizzati di fronte al mostro climatico che sta per buttare giù la porta della loro stanza per mangiarli in un boccone, i figli si organizzano per combattere ed abbattere il mostro. I bambini veri non hanno paura perché non conoscono il cinismo. Anche se quello che gli stiamo offrendo è un mondo in bilico sull’abisso climatico a causa del modello economico da noi celebrato per loro, è possibile salvarlo, riportarlo ad un equilibrio in sintonia con la natura, lontano dalle città frenetiche, dai viaggi aerei, dalla trottola della globalizzazione.

Ci salveranno i bambini? Questa non è una favola ma potrebbe diventarlo se l’attivismo climatico riuscisse a sostituire al modello del denaro e del successo economico quello della vita semplice in armonia con il pianeta. Si tratterebbe di una rivoluzione culturale con profonde conseguenze sui modelli di vita della globalizzazione, il sistema economico e finanziario attuale ne risentirebbero, l’industria del turismo ne uscirebbe decimata, tutto ciò che oggi diamo per scontato dalla macchina sotto casa al cibo d’asporto cambierebbe. I genitori dei bambini attivisti questi cambiamenti li stanno già vivendo e si sono accorti che rendono loro la vita più facile.

Adattarsi ad una vita diversa in sintonia con le esigenze del pianeta sarà più semplice che farlo sotto la costante minaccia del clima, è quello che i bambini attivisti stanno cercando di dirci. Cambiare vita, abbandonare l’accumulazione delle cose, smettere di comprare, riciclare, riparare ciò che si rompe, vivere con l’essenziale e concentrarsi su valori non materialistici, imparare a goderci il suono di una cascata, la bellezza di una passeggiata nel bosco, entrare in sintonia la natura anch’essa rischio di estinzione è liberatorio. Tutta la zavorra consumistica che ci portiamo addosso ci rende schiavi del possesso.

Questo il messaggio rivoluzionario dei nostri bambini, è ora di ascoltarlo.

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