Una commissione dove la parità di genere è rispettata. Quella di Ursula von der Leyen sarà la prima a vedere una rappresentanza di donne così consistente: saranno infatti 13 le componenti del nuovo esecutivo – lei compresa, mentre erano 10 nella Commissione Juncker – e 14 gli uomini. E oggi da Bruxelles arriva anche l’apertura di Guenther Oettinger, commissario europeo al Bilancio, a Paolo Gentiloni per il ruolo di commissario degli Affari economici. “Un ex primo ministro che arriva da un grande Paese membro” come lui “ha sempre la competenza per prendere un portafoglio importante. Ma aspettiamo e vediamo”, ha risposto il membro della Cdu tedesca e del Ppe, a chi gli chiedeva se la fosse una buona idea affidare all’ex premier la delega che oggi è ancora di Pierre Moscovici. Un portafoglio che salvo colpi di scena, secondo fonti delle agenzie, dovrebbe proprio andare a Gentiloni, come si apprende da alcune indiscrezioni da Bruxelles riportate dalle agenzie. Troveranno o meno conferma domani alle 12, quando Ursula von der Leyen svelerà le attribuzioni dei portafogli. Gli Affari economici sono la prima scelta per l’Italia e, in subordine, la Concorrenza, cui puntano anche i francesi con Sylvie Goulard o il Commercio, per il quale viene indicato l’irlandese Phil Hogan, attuale commissario all’Agricoltura.

I candidati alla Commissione – La neo presidente ha approvato la lista dei candidati commissari per il 2019-24, fornitale dal Consiglio, dopo i colloqui riservati tenuti nei giorni scorsi dalla stessa ex ministra della Difesa tedesca con i prossimi membri dell’esecutivo Ue. Guardando alle famiglie politiche, 10 candidati sono dei socialisti – incluso Gentiloni – e democratici europei, nove del partito popolare – compresa la tedesca von der Leyen -, poi cinque liberali, un verde, un conservatore e un indipendente. Il Parlamento europeo deve dare il proprio consenso all’intero collegio dei commissari, compreso il presidente e l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Prima però si terranno le audizioni dei commissari designati nelle varie commissioni parlamentari competenti. Una volta che l’Eurocamera avrà dato il suo consenso, il Consiglio europeo nominerà formalmente la Commissione europea.

Le deleghe saranno rese note domani, ma per quanto riguarda l’Italia, Gentiloni punta a ottenere la poltrona cruciale degli Affari economici anche se per il Financial Times al nostro Paese andrà un altro portafoglio: quello alla Concorrenza, gestito finora dalla liberale danese Margrethe Vestager e importante per Roma visto che quel commissario si occupa anche di aiuti di Stato e procedure di infrazione. Gli altri commissari sono Johannes Hahn (popolari, Austria, confermato rispetto alla Commissione precedente); Didier Reynders (Renew Europe, Belgio); Mariya Gabriel (popolari, Bulgaria, confermata); Dubravka Šuica (popolari, Croazia); Stella Kyriakides (popolari, Cipro); Vera Jourova (Renew Europe, Repubblica Ceca, confermata); Margrethe Vestager (Renew Europe, Danimarca, confermata); Kadri Simson (Renew Europe, Estonia, confermata); Jutta Urpilainen (socialisti, Finlandia); Sylvie Goulard (Renew Europe, Francia); Margaritis Schinas (popolari, Grecia). Per l’Ungheria, László Trócsányi (popolari); per l’Irlanda Phil Hogan (popolari), confermato; per la Lettonia Valdis Dombrovskis (popolari), confermato; per il Lussemburgo Nicolas Schmit (socialisti); per Malta Helena Dalli (socialisti); per l’Olanda Frans Timmermans (socialisti), confermato; per la Polonia Janusz Wojciechowski (conservatori). Per il Portogallo Elisa Ferreira (socialisti); per la Romania Rovana Plumb (socialisti); per la Slovacchia Maroš Šefčovič (socialisti), confermato; per la Slovenia Janez Lenarčič (indipendente). Per la Svezia Ylva Johansson (socialisti). Virginijus Sinkevičius (verdi) per la Lituania. Per la Spagna c’è Josep Borrell (socialisti), designato Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Esclusa la Gran Bretagna che non presenterà un candidato alla Commissione europea a causa dell’imminente Brexit, prevista per il 31 ottobre.

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