“Che dici, si va a fare due passi in centro a vedere qualche prostituta d’epoca alla mostra”?

Che invidiabile opportunità, nell’ultimo weekend vacanziero italiano, quella di chi si trovasse a Treviso e si sia potuto godere la mostra storica sugli antichi mestieri della operosa cittadina veneta! Treviso, già nota in passato per il suo sindaco definito sceriffo, quello che fece togliere le panchine accanto alla stazione per evitare che gli immigrati ci si sedessero, torna agli onori della cronaca per un evento culturale, diciamo così.

Infatti, per celebrare le attività lavorative tradizionali e storiche della zona una associazione locale ha allestito una mostra-evento nella quale ha chiesto agli artigiani di esibire i loro talenti: quindi perché non predisporre uno stand con alcune figuranti adeguatamente abbigliate da prostitute (avranno certamente richiesto la consulenza del comune di Massa per questo) allo scopo di rinvangare i bei tempi passati, quando ancora non c’era quella rompiscatole della Merlin a rovinare tutto, e i capifamiglia potevano svagarsi dopo il lavoro e la santa messa?

Dal momento che c’è stato chi ha portato qualche obiezione al fatto che accanto all’impagliatore e all’arrotino ci fosse il bordello come antico mestiere ecco come è stata motivata la scelta: “Questa è la zona della città che nei secoli è andata popolandosi di bordelli e case chiuse – ha spiegato all’Ansa il presidente dell’associazione Doge, Giorgio Bughetto – Secondo noi, in una sorta di ricostruzione storica della città del passato, non poteva mancare l’arte del casino. Così ci siamo attrezzati”.

L’arte del casino, ha detto proprio così. “Davvero il mestiere più antico del mondo”, ha chiosato nel servizio Rai il collega che ha coperto l’evento.

C’è poi da sottolineare una solerzia invidiabile nel mood organizzativo: come da esplicito manifesto pubblicitario si è anche pensato allo spettacolo di Burlesque per allietare il pubblico serale, e chi ha concepito la comunicazione ha simpaticamente provveduto a corredare la mostra con l’immancabile piece teatrale a tema: Perpetua zovane… Casin in canonica.

Proprio così, avete letto bene: nella cattolicissima Treviso sono capaci di un sottile ed invidiabile velo di umorismo sbarazzino che non risparmia nemmeno la pur fermissima fede nei sani valori religiosi tradizionali.

Che straordinario modo di chiudere le vacanze e tornare alle incombenze di tutti i giorni, magari con un po’ di nostalgia per gli antichi mestieri…

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Zanzare, cronaca estiva di un duello all’ultimo sangue

next
Articolo Successivo

Spreco alimentare, le famiglie buttano ogni anno 12 miliardi di euro. Per 6 italiani su 10 la soluzione parte dalle scuole

next