Migliaia di dimostranti e 136 persone fermate. Sono i numeri del quinto sabato di proteste antigovernative nel centro di Mosca per reclamare elezioni libere. Altri 86 arresti sono stati invece effettuati a San Pietroburgo e 11 a Roston-sul-Don. I manifestanti fermati stavano partecipando a dei cortei non autorizzati nel centro di Mosca, nell’area di Kitai-Gorod e della via Maroseika, secondo quanto riporta Interfax. Tra i fermati anche Lyubov Sobol, alleata di Aleksei Navalny, guida del movimento, e candidata esclusa dalle elezioni. Le strade sono state chiuse al traffico e si sono formati degli ingorghi. Alcune persone sono state portate via dalle camionette delle forze dell’ordine, mentre la polizia ha intimato ai “disobbedienti” di sgomberare l’area.

Si tratta dell’ennesimo fine settimana di manifestazioni nella capitale, nonostante in numerosi arresti compiuti dalla polizia durante i raduni delle scorse settimane. Almeno 685 sono i manifestanti fermati il 3 agosto e circa 1400 quelli del 27 luglio. Gli organizzatori della protesta, attivisti del movimento guidato da Aleksei Navalny, attualmente in carcere, hanno invitato i manifestanti a ignorare i divieti della polizia e a marciare al di fuori dell’area circoscritta della manifestazione.

In piazza sono scese diverse migliaia di oppositori del presidente Vladimir Putin con l’obiettivo di denunciare l’esclusione dei candidati indipendenti alle elezioni locali, che sono visti respingere le proprie candidature per il consiglio municipale di Mosca in programma per il prossimo 8 settembre, perché le firme richieste sono state ritenute non valide. Ancora da definire il numero di partecipanti. Secondo la ong White Counter, specializzata nel conteggio dei dimostranti, alle 15 erano radunate circa 40mila, che sono poi aumentate fino a 50.000. La manifestazione è cominciata sotto la pioggia alle 14 locali sul viale Sakharov, vicino al centro della capitale, unico luogo concesso dalle autorità.

Fra gli slogan della giornata c’era anche la richiesta delle dimissioni del sindaco della capitale Sergei Sobyanin, stretto alleato di Putin.

Si tratta di un afflusso altissimo secondo le stime, soprattutto considerando che non erano presenti i leader politici. “Non arriverò alla manifestazione. Ma sai cosa fare senza di me. Sono orgoglioso di tutti quelli che escono oggi. La Russia sarà libera! Ammettilo!” ha scritto Alexey Sobol su Twitter, subito dopo essere stata bloccata. L’avvocata è stata fermata nel suo ufficio, dopo che anche sabato scorso era stata bloccata prima dell’inizio della protesta.

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