Una trave di acciaio che si stacca e schiaccia la sua gru. È morto così Alessandro Rosi, operaio di 45 anni, mentre era al lavoro nei pressi delle Acciaierie Arvedi di Cremona. Secondo una prima ricostruzione, due gru stavano spostando la trave che si è staccata schiacciando la cabina. È rimasto ferito anche l’operaio che era sull’altra gru, Lorenzo Tamarindo. L’incidente, spiegano da Arvedi, “è avvenuto in un’area attigua al perimetro produttivo” della acciaieria e “ha coinvolto personale e mezzi di aziende esterne specializzate”. In mattinata è deceduto anche un operaio che giovedì è stato colpito da una trave ed è caduto nel vano ascensore di un parcheggio in via Giovanni Battista Soresina a Milano.

In provincia di Brescia, a Caionvico, invece, sono rimasti feriti quattro operai mentre effettuavano alcuni lavori stradali. Due dei quattro sono in gravi condizioni per le ustioni: si tratta di un 29enne, non in pericolo di vita, e un 33enne trasportati in elisoccorso all’ospedale Niguarda di Milano e l’altro agli Spedali civili di Brescia. “Stavano lavorando ad un contatore esterno quando li ho sentiti urlare e sono corsi in strada avvolti dalle fiamme”, ha raccontato una residente. “Già da almeno venti minuti sentivamo odore di gas, ha aggiunto la testimone. I due avrebbero tagliato un tubo del gas e sono stati poi investiti dall’esplosione.

“Una vergogna italiana”, ha definito così le morti sul lavoro il segretario lombardo Fim Cisl, Andrea Donegà. Secondo il sindacato, nella sola Lombardia sono stati 75 i morti sul lavoro dall’inizio dell’anno. “Ci siamo stancati di aggiornare ogni settimana la conta dei morti suo lavoro. La politica – è la richiesta di Donegà – deve, subito, rimettere al primo posto della propria agenda il lavoro e la salute e sicurezza, condizioni necessarie per evitare che il degrado che si sta manifestando nella società travolga anche la parte migliore del Paese che lavora, paga le tasse e contribuisce alla collettività”. “Mentre il ministro dell’Interno continua la sua campagna elettorale tra spritz, spiagge e discoteche – ha aggiunto – nelle fabbriche si continua a morire nel silenzio assordante del Governo e della politica tutta”.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Regione Lazio, ok alla legge anti-caporalato. Le novità: “Centri per informare i lavoratori e indici per individuare le ditte che sfruttano”

next
Articolo Successivo

Quota 100, report dei Consulenti del lavoro: “Solo un giovane assunto ogni tre pensionati”

next