Lettori di impronte digitali e riconoscimento facciale sono ormai soluzioni popolari per il riconoscimento biometrico. Da tempo però Fujitsu offre un altro metodo per identificare univocamente gli utenti: PalmSecure, che al posto della scansione dell’impronta digitali effettua la stessa operazione sul palmo della mano. Ora l’azienda giapponese annuncia di avere ampliato e integrato la sua offerta per la sicurezza, unendo quattro soluzioni: Fujitsu Biometric Authentication PalmSecure ID Engine, ID GateKeeper, ID LifePass e ID Login V2.

Gli obiettivi sono semplificare l’uso delle soluzioni per l’identificazione, garantire maggiore sicurezza e praticità, e al contempo ridurre il numero degli interventi per ripristinare le password dimenticate. Non solo: l’idea è quella di pensionare le password e portare l’identificazione biometrica alla portata di tutti. Il pacchetto è già disponibile per i clienti in Europa, Medio Oriente, India e Africa.

Si potrà usare questa soluzione unificata non solo per accedere al client computing, ma anche e soprattutto per l’accesso fisico agli edifici o ai data center, oltre che per l’accesso logico ad applicazioni e servizi specifici. La chiave del sistema di autenticazione PalmSecure è che non richiede alcun contatto con lo scanner, dato che si avvale di una tecnologia biometrica sviluppata sulla base di oltre due decenni di esperienza Fujitsu nel riconoscimento dell’immagine, combinata con una tecnica messa a punto da BioSec Group Ltd. per autenticare gli utenti secondo il particolare reticolo prodotto dalle vene del palmo della mano. I reticoli delle vene sono propri di ciascun individuo e contengono caratteristiche dettagliate permettendo così di formare un modello specifico per ogni utente.

L’algoritmo di autenticazione di PalmSecure assicura alti livelli di precisione e versatilità applicativa, con una percentuale di falsi positivi inferiore allo 0,00001% (uno su 10 milioni) e una di falsi negativi pari allo 0,01% (uno su 10.000). Inoltre il lettore contactless è igienico e non invasivo, favorendo così un altissimo grado di accettazione da parte degli utenti.

Oliver Reyers, Head of Biometrics di Fujitsu EMEIA, ha dichiarato: “L’identificazione biometrica e la tecnologia per il riconoscimento del palmo della mano in particolare stanno innalzando la sicurezza IT a un livello più alto. Non c’è più bisogno di ricordare o di cambiare periodicamente password complesse, e questo rende la soluzione decisamente più comoda per gli utenti che devono accedere a risorse e applicazioni protette. Fujitsu ha applicato il principio della semplicità allo sviluppo e al deployment della soluzione. La conseguenza è un portafoglio di soluzioni biometriche per la sicurezza più ricco che semplifica il lavoro delle aziende intenzionate ad adottare sistemi per l’identificazione biometrica. L’algoritmo di riconoscimento biometrico Fujitsu PalmSecure produce bassissime percentuali di falsi positivi, mentre i processi di inserimento centralizzato degli utenti impediscono di scavalcare la sicurezza semplicemente creando molteplici identità”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

La bicicletta tecnologica si sblocca con l’impronta digitale e ricarica lo smartphone mentre si pedala

prev
Articolo Successivo

Wolfenstein: Youngblood, provato il nuovo capitolo dello sparatutto distopico di Bethesda

next