Il taglio del cuneo fiscale e contributivo, gli interventi a favore della famiglia e della natalità. È quella che Giuseppe Conte ha definito la “fase due” del governo Lega-M5s, incontrando a Palazzo Chigi le parti sociali. Si tratta di una serie di incontri dedicati al lavoro e al welfare in vista della manovra economica. Il premier ha cominciato incontrando la delegazione dei sindacati confederali, composta dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, della Uil Carmelo Barbagallo, mentre per la Cisl è presente il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra. Per il governo presenti anche il vicepremier Luigi Di Maio, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il ministro della Salute Giulia Grillo e il nuovo ministro della famiglia Alessandra Locatelli. E poi i viceministri all’Economia Laura Castelli del M5s e Massimo Garavaglia della Lega.

Il prossimo faccia a faccia è previsto tra fine agosto e i primi giorni di settembre. “Il governo ha confermato che non c’è ancora una legge finanziaria, che le loro proposte saranno con noi discusse a fine agosto o agli inizi di settembre”, ha spiegato Landini che non andrà all’incontro organizzato da Matteo Salvini per domani perché “il tavolo vero” è a Palazzo Chigi: “La forma è sostanza e quindi se il governo è rappresentato dal Presidente del Consiglio io parlo con loro” dice Landini. Non è un problema nostro se ci sono più tavoli, comunque ogni volta che un vicepresidente del Consiglio ci convoca noi ci saremo. E andremo anche domani”.

I rappresentanti del governo, ha aggiunto il segretario della Cgil che non sarà presente in prima persona, “si sono riservati di convocarci per avviare un confronto vero sulla Legge di Stabilità”. Bene “il metodo” di confrontarsi, ha detto l’ex leader della Fiom, nel merito “giudicheremo e valuteremo le loro proposte in base a quanto di quello che noi gli abbiamo detto verrà accolto”. Ovvero niente tagli alla sanità, ma assunzioni nel comparto, e la necessità di non tassare gli aumenti salariali definiti nei contratti nazionali. E sul salario minimo, ha spiegato Landini, “l’unica cosa che ha detto Di Maio è che un eventuale intervento, che sarà dentro la legge di stabilità, non vuol dire mettere in discussione i contratti nazionali perché convengono pure loro che l’importante è rafforzarne il ruolo”.

Il vicepremier M5s ha anche detto di voler dare “grande attenzione” al lavoro femminile con diversi interventi in legge di Bilancio: “Stiamo lavorando per cercare di riconoscere alle imprese sgravi contributivi a favore delle donne. Sarebbe anche fondamentale estendere lo smart working che andrebbe ad agevolare il lavoro da casa nei mesi dopo il parto. Inoltre, per le famiglie, penso anche al welfare aziendale con asili nelle imprese”.

Aprendo i lavori del tavolo, il premier ha annunciato un intervento “a favore delle famiglie e della natalità, visto che il potere d’acquisto delle famiglie ha subito una sensibile contrazione”. Per Conte “bisogna affrontare l’emergenza salariale. Intendiamo perciò procedere con un significativo taglio del cuneo fiscale e contributivo. Il taglio deve liberare risorse per i lavoratori”. Una risposta alla richiesta dei sindacati che chiedono un intervento sul costo del lavoro renda più pesanti le buste paga.

Alle parti sociali il presidente del consiglio ha annunciato che con la prossima manovra economica intende dare “attuazione “alla ‘fase 2’ per realizzare un patto per la crescita e lo sviluppo sociale basato su quattro pilastri principali: la tutela della sicurezza sociale, le politiche attive del lavoro e la formazione, un quadro fiscale e normativo favorevole alla competitività e, infine, il sostegno agli investimenti privati e pubblici”. Conte ha ricordato che “la prima fase della nostra azione di governo si è concentrata sul contrasto al profondo disagio sociale che ha interessato le fasce più deboli della società, in seguito alla crisi economica”.

Concetti che il premier ha messo in ordine in serata con un post su facebook in cui definisce gli incontri di Palazzo Chigi come eventi che segnano “il recupero di un metodo condiviso per costruire la politica economica”. “Si sta per concludere a Palazzo Chigi il terzo degli incontri tra governo, parti sociali e associazioni di categoria per preparare la prossima manovra economica”, scrive il presidente del consiglio. “Come già sottolineato, questo primo ciclo di incontri segna il recupero di un metodo condiviso per costruire la politica economica. È un metodo basato sulla convinzione che prima di decidere occorra conoscere a fondo i problemi e valutare le strategie di soluzione all’esito di un serrato confronto con i rappresentanti delle varie categorie produttive che contribuiscono a far crescere quotidianamente la nostra economia e a renderla sempre più solida”.

Il premier ha ripetuto che l’appuntamento odierno era dedicato “alle misure per il lavoro e per il welfare. Se la prima fase della nostra azione di governo si è concentrata sul contrasto al profondo disagio sociale che ha interessato le fasce più deboli della società in seguito alla crisi economica, ora intendiamo dare attuazione alla fase 2 della nostra agenda e realizzare un patto per la crescita e lo sviluppo sociale”. Poi Conte ha dettato all’esecutivo l’agenda: “Su questo fronte intendiamo agire in quattro direzioni principali: la tutela della sicurezza sociale con particolare attenzione alle politiche per la natalità e la famiglia, per invertire il trend demografico avverso; le politiche attive del lavoro e il potenziamento di tutto il nostro sistema di formazione; la definizione di un quadro normativo favorevole alla competitività, che comprenda una organica riforma fiscale che comporti, tra le altre cose, anche una riduzione del cuneo fiscale; il sostegno agli investimenti privati e pubblici, essenziali per far crescere la produttività”.

Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito la loro piattaforma unitaria, accelerando su alcuni punti “con qualche novità”, come dice Barbagallo: è quella, in particolare, di insistere per una detassazione degli aumenti contrattuali per massimizzare l’effetto in busta paga della prossima tornata di rinnovi nel pubblico e nel privato. Anche dal mondo delle imprese, a partire da Confindustria, è l’occasione per ribadire posizioni più volte espresse. Ogni giudizio delle parti è però rinviato al “confronto vero”, quando sul tavolo ci saranno le possibili misure da mettere in campo.

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