La migrazione è un processo lungo, complesso, doloroso. Per chi arriva dall’Africa poi, non si tratta mai, mai e poi mai di una “pacchia”. I rischi, il dolore, la difficoltà di farcela fanno in modo che nessuno possa prenderla alla leggera. Magari alla leggera può prenderla un giovane italiano, che può acquistare un biglietto aereo low-cost, preparare un curriculum e provare a farcela. Se non ce la fa, può sempre tornare a casa, dove più o meno si riesce comunque ad andare avanti.

Mario era arrivato dal Camerun in Italia due anni fa. Ce l’aveva fatta. Aveva anche ottenuto lo status di rifugiato, in quanto perseguitato politico. Mario parlava tre lingue ed aveva una laurea ma trovava solo lavori saltuari o in nero. Viveva a Biella, dove dopo numerosi tentativi e nessun risultato in termini di lavoro, ha pensato di emigrare in Svizzera. Eppure il 30 giugno 2019 è morto in un incidente a Friburgo. Anche lui alla fine è caduto nella difficile corsa a ostacoli della vita da migrante. 

Un verbale semplice semplice decreta la morte di Mario per annegamento accidentale. Non un’autopsia, nessuna indagine approfondita sul fatto che per chiunque conoscesse Mario, immaginarlo a fare il bagno nudo in un fiume lasci davvero increduli.

Stefania Guida, una volontaria che seguiva Mario assieme all’associazione Singa per aiutarlo a trovare lavoro, è affranta. Sa che la famiglia di Mario si indebiterebbe a vita pur di dargli una degna sepoltura. Ma da oltre 20 giorni il corpo di Mario si trova in una cella frigorifera. Per poter celebrare un funerale e dare una sepoltura degna a Mario c’è bisogno di 11mila franchi svizzeri entro il 28 luglio. Questa la ciliegina sulla torta. Pare che in Svizzera la sepoltura più economica sia la cremazione e l’interramento senza lapide, per 5mila franchi. Bisogna avere un po’ di soldi anche per morire.

E così per raggiungere la cifra necessaria Stefania ha lanciato una raccolta fondi: “Vorrei che Mario iniziasse il suo viaggio in pace, con una semplice celebrazione in Svizzera, in Italia o in patria, e per farlo è necessario raccogliere almeno 10mila euro per garantire le spese di un funerale dignitoso”. Il 28 luglio il corpo dovrà essere sepolto. Mario era uno dei tanti uomini, delle tante donne, che aveva dei piccoli sogni ed era disposto a grandi prove per raggiungerli. Mario, un’altra storia umana che finisce. Senza discorsoni politici, per favore, senza commenti su chi dovrebbe pagare il funerale piuttosto, senza “anche i nostri ragazzi non trovano lavoro”, vi prego. Stavolta evitiamo commenti. Non ce n’è bisogno.

Se volete donare la campagna di raccolta fondi è raggiungibile qui. Altrimenti, basta il silenzio.

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