Ci sono anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, l’ex presidente e attuale consigliere regionale Stefano Caldoro e il presidente del Consiglio regionale Rosa D’Amelio tra i destinatari di 34 contestazioni formali emesse dalla Procura della Corte dei Conti della Campania per la costituzione di una commissione speciale d’inchiesta sulle società partecipate ritenuta dagli inquirenti “illegittima e dannosa“. L’inchiesta è nata da un esposto presentato dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle nel quale si ipotizzava un danno erariale.

Nell’esposto i pentastellati hanno ricostruito le attività della Commissione d’inchiesta, presieduta dal consigliere Luciano Passariello di Fratelli d’Italia, dalla sua costituzione nella seduta consiliare del 9 dicembre 2015, passando per la riunione di insediamento del 19 gennaio 2016 fino alle due proroghe per ulteriori 6 mesi, la prima nel corso della seduta consiliare del 26 luglio 2016 e la seconda il 29 dicembre 2016. Dopo la presentazione dell’esposto, la Commissione d’inchiesta sulle partecipate regionali è stata prorogata altre due volte, l’11 luglio 2017 e il 30 gennaio 2018 ed è stata operativa fino al 19 marzo 2018, dopo avere preso in analisi le situazioni gestionali di una dozzina di enti della “galassia regionale” riportate in una ventina di pagine di relazione finale consegnate il 20 marzo 2018. Lo Statuto regionale prevede per le Commissioni d’inchiesta una “durata massima di 6 mesi“. Dati, sottolineano gli inquirenti, che potevano essere acquisiti anche attraverso l’esame di alcuni dei siti istituzionali.

L’ufficio di presidenza composto da Passariello, dal consigliere con funzioni di vice presidente Gianluca Daniele (Pd) e dal consigliere con funzioni di segretario Monica Paolino (Forza Italia) è costato, tra il 2016 e il 2017, oltre 87mila euro, mentre oltre 203mila euro sono serviti per pagare cinque lavoratori. A questa somma vanno anche aggiunti i costi della proroga di altri due mesi votata per alzata di mano il 30 gennaio 2018, che ammonta a quasi 21mila euro.

Secondo i magistrati contabili la Commissione speciale era un “inutile doppione” rispetto ad altre strutture interne ed esterne al Consiglio regionale della Campania e ha provocato un aggravio di costi per la collettività pari a oltre 311mila euro, calcolati al 31 dicembre 2018. I magistrati contabili, però, stanno facendo ulteriori verifiche e la somma potrebbe anche aumentare. La Procura della Corte dei Conti della Campania, in sostanza, ipotizza che la costituzione di quella commissione sia stata assolutamente illegittima, inutile e anche dannosa. La sua inutilità era stata anche segnalata da una dirigente dell’Ufficio legislativo della Giunta regionale della Campania che aveva anche evidenziato l’esistenza di numerosi apparati impegnati in materia di società partecipate.

I consiglieri destinatari delle contestazioni formali emesse dalla Procura della Corte dei Conti sono Tommaso Amabile, Enza Amato, Flora Beneduce, Francesco Emilio Borrelli, Stefano Caldoro, Luca Cascone, Mario Casillo, Tommaso Casillo, Armando Cesaro, Maria Antonietta Ciaramella, Rosa D’Amelio, Vincenzo De Luca, Carmine De Pascale, Maria Grazia Di Scala, Aniello Fiore, Alberico Gambino, Stefano Graziano, Carlo Iannace, Alfonso Longobardi, Vincenzo Maraio, Antonio Marciano, Carmine Mocerino, Erasmo Mortaruolo, Gennaro Oliviero, Monica Paolino, Luciano Passariello, Francesco Picarone, Alfonso Piscitelli, Loredana Raia, Maria Ricchiuti, Ermanno Russo, Michele Schiano di Visconti, Raffaele Topo e Gianpiero Zinzi.

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