Anche in questo weekend i soliti noti hanno provato ad esaltare i tifosi e a creare interesse intorno ad un mondiale già deciso.

Si era provato a far credere che le caratteristiche del tracciato austriaco potesse premiare ed aiutare la SF90, ma ci si era dimenticati di far notare come la Mercedes, stranamente in difficoltà, non avesse neanche migliorato il tempo in qualifica rispetto al 2018. Come dire che la W09 del 2018 potesse essere più veloce della W10 del 2019… ma vi pare?

Forse andava detto che questo tracciato era più adatto alla RB15 (e la Red Bull correva in casa) che per la Ferrari. Diciamolo chiaramente, se Verstappen non fosse partito male al semaforo verde di questo GP la sentenza sarebbe stata ancora più pesante.

Certo, la pole position ottenuta il sabato faceva ben sperare ma era stata ottenuta su gomme soft, al contrario del duo Mercedes e di Verstappen che invece hanno puntato sulle gomme medium. Dettagli che in questa F1 fanno, eccome, la differenza.

Si parla di passi avanti della Ferrari, di errori di correlazione in galleria del vento ora scoperti e risolti, di nuove soluzioni, ma la pista dice che: nel GP in cui la Mercedes rimane anonima a vincere non è la Ferrari ma la Red Bull motorizzata Honda. Punto.

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