“Io sono innocente, spero che lo sia anche chi mi accusa”. E chi lo accusa, dice, sono “moralisti senza morale”, “ipocriti” e “invidiosi”. L’ex ministro e deputato Pd Luca Lotti ha deciso di autosospendersi dal Partito democratico. E nel farlo se l’è presa con i compagni del suo stesso partito, senza risparmiare attacchi e offese. Uno sfogo di rabbia che è arrivato a evocare episodi del passato e che ha concluso usando la frase di Enzo Tortora, poi assolto da tutte le accuse, quando ai giudici di Napoli disse: “Io sono innocente spero anche voi”. A Lotti ha replicato poco dopo il segretario Pd Nicola Zingaretti parlando di “gesto responsabile” e dietro di lui, tanti esponenti democratici hanno acclamato la decisione di farsi da parte.

Lotti è il politico che ha inguaiato cinque consiglieri del Csm, intercettati mentre discutevano con lui delle manovre per nominare il procuratore capo di Roma. Proprio per il deputato Pd la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio. Il suo passo indietro arriva dopo le intercettazioni emerse dalle carte del pg della Cassazione Riccardo Fuzio nelle quali Lotti, la notte del 9 maggio scorso nel dopocena con Cosimo Ferri, Luca Palamara e le cinque toghe del Csm, diceva che al vicepresidente del Csm David Ermini “qualche messaggio gli va dato forte”. Proprio oggi, dopo i consiglieri Spina, Morlini e Lepre si è dimesso dal Csm anche il giudice Corrado Cartoni. A chiedere apertamente il passo indietro, dopo che il Colle ha blindato il Csm indicendo le elezioni suppletive per i soli consiglieri che si sono dimessi e invocando la riforma riforma elettorale del Consiglio, sono stati diversi esponenti di peso del Pd, tra cui il tesoriere Luigi Zanda e l’eurodeputato Carlo Calenda, che ha parlato di comportamento “inaccettabile”.

E l’ex ministro Pd, nel post su Facebook rivolto a Zingaretti, ha attaccato proprio Zanda. “Apprendo oggi dai quotidiani”, ha continuato Lotti, “che la mia vicenda imbarazzerebbe i vertici del Pd. Il responsabile legale del partito mi chiede esplicitamente di andarmene per aver incontrato alcuni magistrati e fa quasi sorridere che tale richiesta arrivi da un senatore di lungo corso già coinvolto – a cominciare da una celebre seduta spiritica – in pagine buie della storia istituzionale del nostro Paese”. Il riferimento è a un episodio ormai storico: nell’aprile del 1978, quando era collaboratore del ministro Cossiga, ricevette la segnalazione, che secondo Romano Prodi sarebbe uscita durante “una seduta spiritica”, del fatto che Aldo Moro fosse detenuto a Gradoli.

Nelle ultime ore, l’immobilismo del Pd sulla vicenda e soprattutto la mancata presa di posizione di Zingaretti avevano sollevato numerose polemiche dentro lo stesso partito. “Ringrazio Luca Lotti per un gesto non scontato”, ha detto Zingaretti accettando l’autosospensione di Lotti, “che considero di grande responsabilità nei confronti della politica, delle istituzioni e del Pd. Sono consapevole della difficoltà umana di questi giorni, ma ciascuno di noi ha una responsabilità alta nei confronti della comunità di cui facciamo parte e verso il Paese. Penso che questa scelta gli consentirà anche di tutelare al meglio la sua posizione in questa vicenda che, come ha detto lo stesso Lotti, deve essere ancora chiarita”.

Lotti scrive a Zingaretti: “Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia?”
Il deputato Pd, al centro del caso che ha travolto il csm in questi giorni, ha deciso di farsi da parte. E lo ha fatto scrivendo pubblicamente a Zingaretti: “I fatti sono chiari”, ha scritto sempre nel post. “Tu li conosci meglio di altri anche perché te ne ho parlato in modo franco nei nostri numerosi incontri. Ma io, caro segretario, non partecipo al festival dell’ipocrisia”. Quindi ha ufficializzato il passo indietro: “Ti comunico la mia autosospensione dal Pd fino a quando questa vicenda non sarà chiarita”, ha scritto. “Lo faccio non perché qualche moralista senza morale oggi ha chiesto un mio passo indietro. No. Lo faccio per il rispetto e l’affetto che provo verso gli iscritti del Pd, cui voglio bene e perché voglio dimostrare loro di non avere niente da nascondere e nessuna paura di attendere la verità”.

Nel merito della sua situazione specifica Lotti ha detto: “La verità è una sola e l’ho spiegata ieri: non ho fatto pressioni, non ho influito nel mio processo, non ho realizzato dossier contro i magistrati, non ho il potere di nominare alcun magistrato. Chi dice il contrario mente. Quanti miei colleghi, durante l’azione del nostro governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice e non da un complicato quanto discutibile gioco di correnti della magistratura? Davvero si vuol far credere che la soluzione a migliaia di nomine sia presa nel dopo cena di una serata di maggio? Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia? Ti auguro buon lavoro, caro Segretario. E spero che il Pd sia in grado di fare una discussione vera e onesta. Io sono innocente. E spero di cuore che lo sia anche chi mi accusa di tutto, senza conoscere niente“.

Per difendersi, Lotti non ha scelto una frase a caso, ma un’espressione che rievoca direttamente quella pronunciata da Enzo Tortora davanti ai giudici. “Io sono innocente”, disse appunto, “spero anche voi”. Così si rivolse ai giudici di Napoli concludendo la propria difesa al processo. “Io grido: ‘sono innocente’. Lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi da questo dibattimento! Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi”.

Delrio: “Segno di affetto per il Pd”. Nobili: “Garantismo sta come le foglie d’autunno sugli alberi”
Il caso da giorni sta imbarazzando il Partito democratico che fino ad ora aveva scelto di non decidere. “L’autonoma decisione di Luca Lotti, merita un aperto apprezzamento”, ha scritto su Twitter l’ex ministro e ora capogruppo alla Camera Graziano Delrio. “I motivi che pone a base di questa sofferta scelta, il rispetto e l’affetto che prova verso il Pd ed i suoi iscritti, gli fanno onore ancora di più in questo momento di sofferenza personale e sono il segno di un forte legame alla nostra comunità politica”. Il deputato Pd Luciano Nobili ha aggiunto: “Sono giorni molto pesanti. E il garantismo nel Pd, come già nel recente passato, sta come le foglie d’autunno sugli alberi. Un abbraccio e la nostra solidarietà a Luca Lotti”.

Per Lorenzo Guerini, “la scelta compiuta da Luca Lotti dimostra la sua sensibilità e la sua volontà di mettere al primo posto il bene del Partito democratico. E’ una scelta difficile, che molti di noi accolgono con dispiacere, ma che non può che essere guardata con rispetto e apprezzamento. Ma sicuramente una decisione che è il segno della sua qualità politica e umana. E che tuttavia non lo ripagherà della sofferenza subita in questi giorni”. Infine il senatore Andrea Marcucci: “Luca Lotti va ringraziato per una decisione di trasparenza che non era affatto dovuta. Sono convinto che tra qualche tempo saranno in molti, anche tra i dirigenti del Pd, che dovranno scusarsi con lui per le parole usate in queste ore”.

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