“Un’elemosina”, “presa per i fondelli”: le opposizioni contro lo sconto sul gasolio. Conte: “Il messaggio è ‘arrangiatevi'”
“Un’elemosina“, “una presa per i fondelli“, “il nulla mischiato al niente“. Le opposizioni si scagliano in coro contro il mini-taglio delle accise sul gasolio approvato dal Consiglio dei ministri in risposta al caro-carburanti. “L’antifona si era abbondantemente capita. Il taglio delle accise appena deciso dal governo Meloni è il nulla mischiato al niente. Riconoscere solo 17 centesimi di sconto, solo sul gasolio e solo fino al 6 agosto è una presa per i fondelli degli italiani”, attaccano i parlamentari M5s delle Commissioni Bilancio, Finanze e Attività produttive di Camera e Senato. “I prezzi dei carburanti”, incalzano, “resteranno in zona 2 euro, comunque molto più alti della fase pre-Hormuz, quando gasolio e benzina segnavano 1,65/1,70 euro al litro. Abbiamo un ministro dell’Economia che, alla ricerca del decimale perduto di deficit, sta stringendo sempre di più una camicia di forza intorno al Paese. Servono interventi molto più consistenti per le fasce deboli e il ceto medio, serve tassare davvero gli extraprofitti che tanti settori hanno messo a segno in questi anni di crisi ripetute e pagate sempre dai soliti noti”, affermano i pentastellati.
Dal M5s interviene anche Giuseppe Conte: “Dopo aver fischiettato per settimane su rincari astronomici per le tasche dei cittadini collegati alle guerre di Netanyahu e Trump (che il governo Meloni “non condanna e non condivide”), il messaggio per i cittadini è: arrangiatevi! Da oggi discutono a mezzo stampa dell’ipotesi di alzare le tasse sulle sigarette, ma nessuno ha il coraggio di mettere in campo misure serie e di impatto contro i rincari con un contributo importante per le fasce medio-basse, che vedono i propri stipendi prosciugati, e un recupero delle risorse che servono dagli extraprofitti dei colossi energetici e delle armi, dalle banche, dal folle piano di riarmo”, accusa il presidente del Movimento. Sulla stessa linea il leader di Europa Verde Angelo Bonelli, che paragona la premier allo “sceriffo di Nottingham”: “Spende altri 125 milioni di euro di soldi pubblici per ridurre il prezzo del gasolio di appena 17 centesimi al litro per due settimane. E il ministro Giorgetti se ne vanta, sostenendo che l’Italia è l’unico Paese europeo ad aver adottato questa misura. È vero: siamo anche l’unico Paese ad aver speso oltre 2,2 miliardi di euro, dal 16 marzo a oggi, senza chiedere un euro agli extraprofitti delle compagnie petrolifere”.
Dal Pd Elly Schlein infierisce: “Pensavo che Giorgetti scherzasse quando hanno detto che interverranno soltanto sul gasolio. E gli altri? La benzina? Dopo giorni e giorni che insistiamo con Giorgia Meloni perché riattivino subito il meccanismo delle accise mobili, quello che consente di restituire subito ai cittadini l’extragettito Iva, che entra nelle casse dello Stato sia sui rincari di gasolio che su quelli di benzina, se ne vengono fuori con una risposta talmente insufficiente che non farà scendere nemmeno il gasolio sotto i due euro. chiaro che così non basta, ed è anche chiaro che è il motivo per cui stanno provando a farci parlare di tutto il resto per non parlare dei problemi veri degli italiani”.
La deputata M5s Chiara Appendino parla di una “toppa peggiore del buco”: “Sconto di 17 centesimi solo sul gasolio e per appena dieci giorni: operazione da 125 milioni di euro, che vuol dire che si tengono l’80% di quanto hanno preso dagli italiani aumentando le tasse proprio sul gasolio a inizio anno. Non è una soluzione: è un furto di Stato. Gli italiani continueranno a pagare ogni giorno il prezzo delle promesse tradite di Giorgia Meloni”, accusa. Per Raffaella Paita, capogruppo di Italia viva al Senato, “il decreto del Consiglio dei ministri sui prezzi dei carburanti, oltre che tardivo, è ancora una volta inutile: serve solo a misurare l’incapacità e insieme l’indifferenza del governo rispetto ai problemi del Paese. “Da aprile a oggi”, ricorda, “il governo è riuscito a intervenire per ben tre volte senza nemmeno sfiorare i problemi strutturali alla base del costo dell’energia. Questa volta si tratta di una elemosina di 17 centesimi di sconto, solo sul gasolio e fino al 6 agosto. E dal 7 agosto? È ovvio che degli italiani se ne fregano: una misura del genere è irrisoria rispetto al peso sostenuto da famiglie, imprese, specie nel settore degli autotrasporti. Si tratta di un vero e proprio insulto”.