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Fca-Renault, le reazioni in Borsa dopo la fusione saltata: i francesi sprofondano. Parigi: “Ora rafforzare asse con Nissan”

Il ministro francese Le Maire: "Prendiamo atto. C'era accordo su tre" delle quattro condizioni chieste dalla Francia, "restava da ottenere il sostegno esplicito di Nissan". Di Maio: "Quando la politica cerca di intervenire in procedure economiche non sempre fa bene". Fonti del ministero dell'economia francese: "Non c'entriamo, ma non si poteva mettere a rischio alleanza con casa giapponese"
Fca-Renault, le reazioni in Borsa dopo la fusione saltata: i francesi sprofondano. Parigi: “Ora rafforzare asse con Nissan”
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“L’avvenire di Renault” consiste adesso nel “rafforzamento dell’alleanza con Nissan“. Da fonti interne al ministero francese dell’Economia arriva la conferma che se il matrimonio con Fca è saltato, il motivo è che Parigi non poteva “mettere a rischio”, dicono le stesse fonti, il suo storico asse con la casa giapponese. Il ministro Bruno Le Maire ha “preso atto” della decisione di Fca di ritirare l’offerta di fusione con Renault, giustificata da Fiat Chrysler spiegando che “non ci sono le condizioni politiche”. Secondo Le Maire, un accordo era sta raggiunto su tre delle quattro condizioni imposte dalla Francia, ma mancava ancora “il sostegno esplicito di Nissan”.

Il gruppo Renault in una nota “esprime la sua delusione” per il fallimento di una proposta di fusione “opportuna, avendo molti meriti industriali” e “attrattiva finanziariamente”. “Siamo riconoscenti per l’approccio costruttivo adottato da Nissan e vogliamo ringraziare Fca per i loro sforzi e i membri del Cda di Renault per la loro fiducia”, si legge. Le nozze saltate intanto hanno portato al crollo del titolo del gruppo di Boulogne-Billancourt che cedeva oltre il 7 per cento in apertura di Borsa a Parigi. È il titolo che perde di più, perché Fiat Chrysler dopo un’apertura in netto calo a Piazza Affari ha azzerato le perdite e preso la via del rialzo.

“L’esito dei negoziati dimostra che quando la politica cerca di intervenire in procedure economiche non sempre fa bene, non mi esprimo ulteriormente”, ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio intervenendo su Radio Anch’io. “Fca se ha ritirato la proposta è perché non ha visto convenienza o per altro che noi non sappiamo”, ha aggiunto il vicepremier. La partecipazione dello Stato francese “non ha nulla a che vedere” con il fallimento del progetto di fusione, hanno replicato le fonti del ministero dell’Economia parigino. Il nodo era appunto quello legato a Nissan. Senza il sostegno dei giapponesi c’era il rischio che la fusione tra Renault e Fca non avvenisse “su basi solide“.

“Dalla presentazione dell’offerta – spiega una nota il ministro Le Maire – lo Stato azionista di Renault al 15,1% l’ha accolta con apertura e ha lavorato in modo costruttivo con le parti”. “Un accordo era stato trovato su tre” delle quattro condizioni imposte dalla Francia (tutela lavoro e siti industriali, governance, partecipazione al progetto sulle batterie elettriche franco-tedesco, pieno coinvolgimento dell’alleanza con Nissan). “Restava da ottenere il sostegno esplicito di Nissan”. Lo Stato francese, prosegue la nota, “ha dunque auspicato che il Cda disponga di un tempo addizionale di 5 giorni per garantire l’appoggio dell’insieme delle parti”.

Hanno chiuso in forte calo alla Borsa di Tokyo i titoli Nissan e Mitsubishi Motors, le due case partner di Renault. Al termine delle contrattazioni in Giappone, Nissan cede l’1,70% mentre Mitsubishi perde il 5,86%.

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