Non finisce tutto con il parere della Commissione Ue, ma ora “spetta al governo italiano produrre analisi, cifre o misure tali da dimostrare che questa procedura può essere evitata“. Il giorno dopo la pubblicazione del rapporto sul debito italiano e la proposta dei tecnici di Bruxelles di avviare l’iter per deficit eccessivo, il commissario agli Affari monetari, Pierre Moscovici, intervistato dal Sole 24 Ore, ricorda che il parere della Commissione “non è la fine della storia” e “nessuno si auspica sanzioni o vuole creare conflitti con l’Italia”. Però ora servono fatti concreti. Per il governo il taglio a Quota 100 e reddito di cittadinanza “non è assolutamente all’ordine del giorno”, ha risposto il premier Giuseppe Conte in un punto stampa da Hanoi. “Lavoriamo con il ministero dell’Economia perché si prefigurano dei risparmi di spesa“, ha aggiunto il presidente del Consiglio, visto che alcune somme erano state “un po’ sovradimensionate“. Concetti ribaditi dal vicepremier Luigi Di Maio che ha escluso anche una manovra correttiva e criticato le raccomandazioni arrivate da Bruxelles: “Queste lettere sono abbastanza paradossali, non le respingeremo al mittente ma le discuteremo”, tuttavia, “se fai sempre le stesse cose e ti aspetti un risultato differente o sei in malafede o non competente“. Dal palco dell’assemblea di Confcommercio il ministro dello Sviluppo economico ha aggiunto: “La lettera dimostra che l’Europa non ha imparato niente dal passato: ancora una volta ci dice, la congiuntura è sfavorevole, dovete tenere fermi i soldi, ma queste due cose cozzano tra di loro”.

L’Italia, ha scritto la Commissione, nel 2018 e nel 2019 non ha rispettato la regola del debito, in base alla quale il rapporto debito/pil deve rimanere sotto il 60% e, se superiore, deve almeno essere diminuito con un ritmo adeguato, e non lo farà neanche nel 2020. Per questo viene ritenuta “giustificata” l’apertura di una procedura che però deve essere decisa dal Consiglio europeo, quindi da tutti i Capi di Stato o di governo dell’Unione. “La nostra analisi sarà esaminata prossimamente dai Paesi membri a livello tecnico e poi politico“, ha ricordato Moscovici.

“Questa è una procedura di infrazione che inizia sul debito del 2018, quando ancora il reddito di cittadinanza e quota 100 non c’erano”, ha ricordato Di Maio a Radio anch’io su Rai Radio 1.”Se qualcuno chiede un taglio di servizi ai cittadini, la risposta è no“, ha ribadito il capo politico M5s. Un no che si estende anche all’eventualità di una manovra correttiva. “Con l’Europa – ha spiegato Di Maio – inizierà una trattativa per fermare la procedura di infrazione”. “Noi dobbiamo spiegare quello che abbiamo fatto finora, portare avanti le misure di lotta all’evasione e di riduzione del costo del lavoro. Questa trattativa però non la devono fare solo i burocrati, deve passare anche per il Parlamento in modo che, con un atto di indirizzo, vengano messi tutti i paletti politici che servono. Non permetteremo che vangano sottratti diritti ai cittadini ma anche alle imprese”, ha ribadito Di Maio.

“Nelle lettere della Ue ci sono delle cose assurde. A dicembre, la Ue ci ha fatto sapere che dovevamo fare meno investimenti, perché la commissione non ci ha concesso tutti i margini che gli chiedevamo. Oggi ci dicono ‘no, avete fatto pochi investimenti’. Allora si decidano, sono troppi o troppo pochi?”, ha detto il vicepremier. “Quella lettera dimostra che l’Europa non ha imparato dai suoi errori e continua a dire che in un momento di contrazione dell’economia dobbiamo fare più tagli. Così si indebolisce l’economia”, ha concluso Di Maio. Che all’assemblea di Confcommercio ha posto l’accento anche su un’altra partita importante: “Se vogliamo difendere un tessuto produttivo come quello delle imprese italiane, costituito per il 99% da imprese con in media 15 dipendenti, dobbiamo avere un commissario europeo nei ruoli che si occupano di imprese, commercio e industria. Dobbiamo ambire di nuovo ad un commissario del genere”.

Sulla stessa linea anche Matteo Salvini: “Le regole e i tagli e l’austerità imposte dall’Europa negli ultimi 10 anni hanno prodotto il risultato che è aumentato il debito e la disoccupazione in Italia. Noi vogliamo fare il contrario: invece che tagliare, vogliamo rimettere soldi nella economia italiana e nelle tasche degli italiani, abbassare le tasse su imprenditori e famiglie”. “Io come governo non aumenterò di nessun centesimo nessuna tassa, l’obiettivo è quota 41 sulle pensioni“, ha rilanciato il leader della Lega.

Le parole di Moscovici
“Continuo a ritenere che le sanzioni non siano mai una buona risposta. Ma – ha precisato il commissario Ue – le procedure devono essere applicate quando le regole non sono rispettate. In ballo è la credibilità della zona euro, delle regole di bilancio, della Commissione europea e, in fondo, dell’Italia stessa. Non siamo dinanzi a un caso borderline, ma ben oltre la linea“. Moscovici ha ricordato quindi “i fatti” che hanno portato a questo parere, a partire dal 2018, quando “l’impegno italiano era una riduzione del deficit strutturale dello 0,3% del pil” e “il risultato finale è stato un peggioramento dello 0,1%”. L’unico modo era compensare negli anni a venire, ma per il 2019 “si prevede un peggioramento del saldo strutturale, mentre nell’accordo siglato nel dicembre scorso il governo italiano si impegnava a evitarlo“. “Per il 2020, poi, prevediamo un deficit nominale in ulteriore aumento, al 3,5% del Pil e un debito pubblico al 135% del Pil”, ha aggiunto Moscovici. “Non sono cifre compatibili con le regole di bilancio e non sono neppure buone per l’Italia: non consentono alcuna crescita economica, producono un peggioramento delle finanze pubbliche, non convincono i mercati – ha sottolineato – Sono desolato di vedere che oggi lo spread greco è più basso dello spread italiano”.”Nessuno vuole mettere l’Italia in un angolo” ma che “osservi le regole, adottate da tutti e applicate da tutti”, ha concluso il commissario.

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