Nigel Farage chiude all’alleanza con il gruppo sovranista di Matteo Salvini a Bruxelles. I 29 seggi del Brexit Party, la formazione più rappresentata nella plenaria dopo il voto del 26 maggio, non andranno ad aumentare la rosa di 73 fedeli al gruppo voluto dal capo del Carroccio. Ed è stato lui stesso ad annunciarlo ai giornalisti di Politico, precisando che “non entrerà a far parte del gruppo Enf“. Parole, quelle del politico britannico, che smentiscono quelle del responsabile esteri della Lega, Marco Zanni, che qualche giorno fa aveva dato in chiusura l’accordo con l’ex leader di Ukip. “Solo speculazioni”, aveva dichiarato Farage che oggi elimina ogni possibilità di matrimonio con il Carroccio e i suoi alleati. 

Farage “intende ricostruire il gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (Efdd)”, il cui nucleo originario era formato dal Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (Ukip) e dal Movimento 5 Stelle, ha affermato il portavoce del deputato britannico ai microfoni di Politico. Un obiettivo che deve però fare i conti con i numeri, visto che, al momento, i partiti che fanno parte della disgregata formazione sono tre: Brexit Party, Movimento 5 Stelle e i croati di Zivi Zid. Ma per poter creare un nuovo gruppo, che permette l’accesso ai fondi dell’Eurocamera e di ricoprire ruoli di rilievo nelle commissioni parlamentari, sono necessari almeno 25 parlamentari in rappresentanza di almeno 7 Paesi.

Anche considerando queste difficoltà, Zanni aveva dichiarato che, dopo un incontro avuto con Farage e “andato bene”, si aspettava di chiudere “entro la prossima settimana (questa, ndr)”. Parole che avevano allarmato il Movimento 5 Stelle che, in quel caso, si sarebbe trovato da solo con il partito croato che, però, ha eletto un solo rappresentante nella prossima plenaria. Il leader del Brexit Party, però, aveva subito replicato dicendo di essersi incontrato anche col M5s: “ed è andata in modo molto amichevole, anche se abbiamo problemi interni da risolvere. Sono un Leaver, ma in questo caso sono per restare”, aveva poi concluso.