Londra si mobilita contro la presenza in città del presidente americano, Donald Trump. Circa 250mila persone sono attese davanti a Parliament Square e, successivamente, a Trafalgar Square per manifestare la propria opposizione al tycoon che nei giorni scorsi aveva dichiarato di essere “molto amato” in Regno Unito. A loro si unirà anche il leader laburista Jeremy Corbyn e, anche se solo mediaticamente, il sindaco Sadiq Khan che via Twitter attacca di nuovo Trump dopo il botta e risposta di lunedì: “Sei l’uomo copertina della ripugnante ultradestra mondiale”. La giornata dell’inquilino della Casa Bianca, dopo la visita di lunedì a Buckingham Palace, dove ha incontrato la Regina Elisabetta, è divisa tra un incontro con il primo ministro dimissionario, Theresa May, e una tavola rotonda con i rappresentanti dell’economia britannica. Tra i temi sul tavolo, ovviamente, la Brexit e futuri accordi commerciali tra i due Paesi. 

Le proteste con i gonfiabili e la risposta di Sadiq Khan: “Faccia dell’ultradestra mondiale”
L’accoglienza dei cittadini londinesi non è stata delle migliori. Le proteste di piazza sono partite già dalla prima mattinata con i manifestanti, controllati da cordoni di polizia e tenuti a distanza dal corteo del presidente americano, che hanno prima raggiunto Parliament Square, dove è stata gonfiata una caricatura di Trump raffigurato come un neonato che fa i capricci. Trovata simile a quella organizzata poche centinaia di metri più in là, a Trafalgar Square, dove un altro gonfiabile raffigura The Donald intento a twittare malignità seduto sul water. Slogan e striscioni prendono fra l’altro di mira il presidente sui cambiamenti climatici, sull’immigrazione e sul timore di accordi commerciali post Brexit che possano aprire le porte a capitali privati Usa nel sistema sanitario nazionale britannico.

Insieme ai cittadini, in piazza è sceso anche Jeremy Corbyn, che ieri si è rifiutato, insieme ad altri esponenti politici, di partecipare al banchetto offerto dalla Regina in onore del presidente Usa, spiegando che manifesterà “in segno di solidarietà con le persone che Trump ha attaccato in America, nel mondo e nel nostro stesso Paese”. A lui si sono uniti rappresentanti di altre anime dell’opposizione, dai Liberaldemocratici ai Verdi, oltre a militanti di varie associazioni. La ministra degli Esteri ombra dei Labour, Emily Thornberry, ha precisato intanto in un’intervista radiofonica alla Bbc che il suo partito “non boicotta Trump” come presidente d’un Paese alleato ed è pronto a incontrarlo in sedi politiche, ma la critica non può essere fermata. Ha poi aggiunto che, per il suo passato, ha il diritto di definirlo “un predatore sessuale e un razzista” e di contestare l’onore riservatogli dal governo conservatore di Theresa May d’una visita di Stato nel Regno in pompa magna al posto di un invito per una semplice visita di lavoro.

Duro anche l’intervento di Sadiq Khan, il sindaco di Londra che già ieri aveva avuto uno scambio di offese con The Donald. In un suo editoriale sull’Observer, il primo cittadino aveva definito il tycoon “uno degli esempi più eclatanti di una crescente minaccia globale” , tanto da ricevere la risposta dell’americano che lo aveva definito “un perdente. Penso che sia il gemello di de Blasio (il sindaco di New York, ndr), tranne per il fatto che è più basso”. Oggi Khan ha di nuovo attaccato Trump: “È il poster boy dell’estrema destra mondiale e di una visione politica ripugnante presente in Paesi come l’Ungheria, l’Italia o la Francia“.

Dopo la Regina, oggi incontro con May e imprenditori
Messe da parte le proteste e i botta e risposta, il presidente degli Stati Uniti ha aperto la seconda giornata londinese con una tavola rotonda con il mondo del business britannico, prima di essere ricevuto da Theresa May nella residenza di Downing Street. Temi degli incontri soprattutto la Brexit e le prospettive di future relazioni commerciali tra i due Paesi: gli Usa sono pronti a chiudere “un accordo commerciale molto, molto sostanziale” con il Regno Unito dopo la Brexit, ha dichiarato il capo della Casa Bianca. “È qualcosa che voglio fare e che la mia gente vuole fare”, ha continuato. Poi alla premier: “Non mollare, facciamo questo accordo”, ha detto nonostante nei giorni scorsi abbia dato il suo endorsement alla candidatura di Boris Johnson. “C’è una grande partnership che credo potremmo far progredire ulteriormente. Naturalmente, con un buon accordo commerciale bilaterale”, ha risposto la premier. Dopo l’incontro con May, Trump è tornato a Winfield House, residenza dell’ambasciatore Usa dove alloggia con Melania, e in serata la coppia rivedrà il principe Carlo e Camilla per un ricevimento e una cena.

Ma non c’è solo Boris Johnson tra i preferiti di Trump per la successione a Theresa May. Il presidente americano intende incontrare faccia a faccia il ministro dell’Ambiente britannico, Michael Gove, come conferma in questi minuti la Bbc. Johnson e Gove hanno fatto coppia fissa durante la campagna referendaria pro Brexit nel 2016, ma in seguito il secondo ha scaricato il primo e i rapporti si sono raffreddati. Nella sfida per la leadership, Johnson è dato in vantaggio se arriverà al ballottaggio finale di fronte agli iscritti, ma Gove, che propone una Brexit più prudente ed evita di sventolare, a differenza del rivale, la bandiera del no deal, potrebbe prevalere se il cammino dell’ex sindaco di Londra fosse fermato nelle votazioni preliminari interne al gruppo parlamentare.

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