Grazie a Dio, sono finite le elezioni europee. Abbiamo finalmente recuperato una condizione di benessere per il nostro fegato, perché non se ne poteva più di tutte queste ammuine”. Così, nel suo consueto appuntamento settimanale su Lira Tv, esordisce il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nell’analisi del voto alle europee.

E sul crollo del M5s e sul trionfo della Lega osserva: “Dopo 11 mesi hanno dimezzato i voti. Salvini oggi ha avuto un risultato importante. Ma i cicli politici in questo Paese sono molto brevi, come dimostra Renzi. Quindi, aspettiamo un anno e vediamo come va a finire. Per i 5 Stelle è stato un disastro. Perché crollano? Per la loro totale caduta di incoerenza e per la loro ridicola arroganza sui territori. Un’arroganza accanto alla quale c’era e c’è una totale impreparazione e incompetenza. Ma veramente si pensa di governare un grande Paese con l’improvvisazione e col dilettantismo? – continua – Ma per l’amor di Dio. Il rischio reale che corrono i 5 Stelle è quello di far la fine dell’Italia dei Valori: una formazione politica senza radici e senza storia rischia di avere un’esplosione e di essere poi riassorbita dalle grandi famiglie politiche storiche. Ho l’impressione che se continuerà il governo con Salvini, il M5s pagherà un alto prezzo, perché poi sull’economia e sull’autonomia regionale saremo chiamati tutti quanti a fare delle scelte”.

De Luca prosegue con lo stigmatizzare il reddito di cittadinanza e con il riconoscere l’abilità politica del leader della Lega: “A me piace sfottere Salvini, mi è simpatico, molto simpatico. Però si presenta e si veste come un primitivo, come l’erede della cultura dei Neanderthal, quelli che c’erano prima dell’homo Sapiens. Ho visto in campagna elettorale che si è fatto il segno della croce. Volevo ricordare a Salvini che noi in Campania la croce ce la facciamo ogni mattina, e spesso con la mano sinistra per i problemi che dobbiamo affrontare. Detto questo su Salvini, che si è presentato come un monaco trappista in questa campagna elettorale, bisogna riconoscere che ha avuto una maledetta intelligenza politica, perché ha avuto la capacità di egemonizzare il tema della sicurezza, cosa che non ha saputo fare la sinistra in passato”.

E aggiunge, ribadendo le sue note critiche alla Legge Severino: “Salvini ha anche sollevato un tema importante, come quello dell’abuso d’ufficio, che, per la verità, io ho sollevato anni fa. Salvini ha avuto questa intelligenza, al di là del folklore per cui continueremo a sfotterlo perché se lo merita per il suo abbigliamento da cercatore di funghi. Ha avuto, insomma, l’intelligenza politica di parlare chiaro. Non ha risolto molti problemi, ma perlomeno si è sintonizzato sullo stato d’animo dei cittadini in carne e ossa. Questo bisogna riconoscerglielo”.

Ma puntualizza: “Dovremo ragionare con lui sull’autonomia differenziata. Che vogliamo fare? Salvini al Sud non porterà mezzo euro. E’ chiaro? Avremo un confronto in merito e avremo modo di far emergere anche le contraddizioni di Salvini, quando poi arriveremo a guardarci negli occhi. Prima di tutto la Campania, il Sud, l’unità nazionale. Il che significa che dovranno mandare in Campania altri 5 miliardi di euro l’anno, se vogliamo ragionare. La prima cosa che solleverò a Salvini e agli altri è questo: devono portare le risorse della sanità campana perlomeno al livello di media nazionale. Quindi, caro confratello, con tutto il rosario e la chiesa, quando parliamo di soldi, niente furbate. Facciamoci il segno della croce tutti assieme, convertitevi, dopodiché, se ci date 5 miliardi in più all’anno, andremo d’amore e d’accordo“.

Nel finale, De Luca annuncia il Festival della Letteratura a Salerno e ironizza: “Ci sarà anche la notte della poesia. Inviteremo anche Salvini e lo metteremo lì appollaiato con il rosario

 

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