Io non godo affatto per la sconfitta dei 5 Stelle. Sia chiaro. I 5 Stelle hanno rivestito un ruolo socialmente molto importante in questo Paese: hanno tenuto rispetto a una marea potenziale di destra, che adesso però si sta concretizzando”. Sono le parole del filosofo Massimo Cacciari, ospite di Otto e Mezzo, su La7.

L’ex sindaco di Venezia aggiunge: “In situazioni di sconquasso sociale e di indebolimento del ceto medio, sempre cresce la “destra-destra”. Ed è quello che Salvini ha capito, a differenza del Pd che non ha compreso per nulla. I 5 Stelle hanno tenuto, non perché siano particolarmente intelligenti ma perché si sono collocati in una situazione che gli permetteva di fare da contenimento alla destra. Ora questa dighetta sta saltando. Auguri. Non sono affatto contento della cosa”.

E sottolinea: “Mi auguro che il M5s capisca e si riprenda. Come? Mettendo sul tavolo questioni importantissime di carattere sociale ed economico e dicendo alla Lega: ‘Volete la flat tax di Berlusconi? Ma scherziamo, neanche per idea. Vogliamo una patrimoniale seria perché così potremo affrontare i 40 miliardi di manovra. Salvini, non ci stai? Ti saluto”. Così sarà il M5s a mollare il governo. Questo devono fare i 5 Stelle. Ma devono farlo. Se non lo fanno, certamente alle prossime elezioni prendono il 7%”.

Circa la leadership di Di Battista nel M5s, Cacciari è tranchant: “Sarebbe forse l’uomo giusto per fare l’opposizione. Ma non si capisce che bisogna tornare a dare qualche valore alle competenze in politica? Se uno fa il ministro dei Trasporti, magari è il caso che sappia che cosa sia un tram. Fa proprio schifo la parola ‘competenza’ in politica? E’ meglio che un leader venga dalla strada? E’ chiaro che Di Battista non abbia proprio competenze. In Italia avremmo bisogno di grandi statisti, figurarsi Di Battista – continua – Sono d’accordo con Scanzi: certo, adesso i 5 Stelle, se continuano a essere succubi di Salvini in questo governo, scompaiono e, ripeto, non mi farebbe affatto piacere. Ma dovranno anche loro mettersi in testa di formare una classe politica decente. Non Di Maio, eccetera. Dovranno anche loro ragionare su questo aspetto, se vogliono continuare a esistere”.

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