In questi mesi ho seguito con interesse le modalità organizzative dei Fridays for Future, la mobilitazione mondiale promossa dall’attivista Greta Thunberg sul cambiamento climatico.

E’ stato impressionate vedere come un’idea, se comunicata nel modo giusto, con sincerità, chiarezza e convinzione, possa coinvolgere così tante persone. Probabilmente Greta non si aspettava tutto questo quando ha iniziato. E’ stato così anche per le Social street. Anche noi non ci aspettavamo che questo progetto continuasse a diffondersi nel corso degli anni. Lo stesso modello organizzativo dei Fridays for future è stato adottato da Social street sei anni fa.

Quando Social street iniziò a diffondersi con assoluta spontaneità e informalità nel 2013, fummo contattati da alcuni consulenti che avevano lavorato per le più grandi Ong internazionali. Secondo il loro punto di vista, se a quell’idea non fosse stata data una struttura, un coordinamento, Social street sarebbe implosa. Come avrebbe potuto un’idea semplice (socializzare con i vicini di casa) andare avanti nel lungo periodo senza una sede, dei fondi, una struttura, partnerships, una gerarchia?

Oggi siamo ancora qui a raccontare che le Social street continuano a vivere e a nascere, forse più lentamente rispetto agli anni passati, ma esiste sempre una profonda necessità di creare un ambiente fatto di relazione all’interno della propria città o paese.

Dopo due anni Social street era sulla prima pagina del New York Times, Greta Thunberg è già finita sulla copertina del Time dopo nemmeno un anno, ed il modello organizzativo è il medesimo.  Sul sito www.fridaysforfuture.org viene brevemente presentata l’idea, c’è una mappa per vedere quali sono le città che hanno aderito. Vengono date delle linee guida su come organizzare la propria manifestazione in modo del tutto autonomo proprio come funziona il sito www.socialstreet.it

Sarà interessante vedere che forma prenderà in futuro il movimento globale di Greta. Diventerà una realtà strutturata ed organizzata? Magari un movimento politico? Una fondazione? Dilemmi che abbiamo affrontato anni fa. Noi facemmo la nostra scelta. Sicuramente anche Greta si troverà a gestire tante pressioni.

Possiamo notare che a volte pensare al di fuori degli schemi, può essere la soluzione vincente. Quello che abbiamo imparato è che seguire le regole, la teoria, i “case history”, non necessariamente rappresenta la strada giusta. Come diceva Einstein “tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”. Se Greta si farà guidare dal suo cuore, sono sicuro che non sbaglierà.

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