Dopo giorni di tensioni con la Lega, da viale Mazzini arriva la fumata bianca. L’amministratore delegato Fabrizio Salini ha firmato e comunicato al consiglio d’amministrazione della Rai l’elenco delle nomine di sua competenza. E da quella lista sono esclusi alcuni nomi nomi cari al Carroccio. L’ad ha puntato su tre donne per altrettante poltrone chiave: alla direzione dell’area Digital va Elena Capparelli, attualmente vicedirettore della direzione Rai Tre. Alla guida degli acquisti è stata scelta Monica Caccavelli, ora responsabile della consulenza contrattuale nella direzione Affari legali e societari. Va a sostituire Felice Ventura, che si sposta alla guida della direzione Risorse umane e organizzazione. Ventura è vicino al centrodestra ma non alla Lega: è considerato gradito a Giampaolo Rossi, consigliere di amministrazione in quota Fratelli d’Italia. Di area centrodestra – ma non strettamente leghista – è considerata Simona Martorelli nominata responsabile Relazioni Internazionali.

L’ex direttore del Tg1, Andrea Montanari, attualmente nello staff di Salini, va a guidare l’ufficio studi di viale Mazzini. Pietro Gaffuri, attualmente responsabile, nell’ambito del Cfo, della struttura Bilancio Sociale, è il nome scelto per la posizione di Direttore Transformation Office. Alessandro Zucca, attualmente vicedirettore della direzione Rai Sport, va a occuparsi di Infrastrutture immobiliari e sedi locali. Nello spacchettamento dell’area rapporti istituzionale l’attuale vice con delega ai rapporti con la Vigilanza Rai, Stefano Luppi, assume la guida della direzione: un altra poltrona rivendicata dal partito di Matteo Salvini, senza successo.

Cambio anche alla direzione comunicazione, dove lascia dopo tre anni e mezzo Giovanni Parapini, arrivato con l’allora direttore generale Antonio Campo Dall’Orto: in questo periodo ha lavorato all’introduzione dell’area della Corporate communication. Adesso passa il testimone a Marcello Giannotti, arrivato a viale Mazzini nel dicembre 2018 come consulente per la comunicazione di Salini (unico esterno portato dall’ad insieme ad Alberto Matassino). Giannotti, romano, proviene dal mondo del giornalismo e dello spettacolo. Secondo Repubblica un altro nome che piaceva alla Lega era quello di Massimo Ferrario, ex presidente della provincia di Varese, per la poltrona di direttore della produzione. Che è rimasta occupata da Roberto Cecatto.