Prima le fonti del Viminale che accusa l’Onu di fare campagna elettorale. Poi il ministro in persona che lo definisce “da Scherzi a parte“. Ha risposto così Matteo Salvini alla lettera inviata dall’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite in cui si avverte il governo delle “violazioni di diritti” che il decreto Sicurezza bis comporta nella gestione delle politiche migratorie in Italia. “Un organismo internazionale che costa miliardi di euro ai contribuenti, che ha come membri la Corea del Nord e la Turchia, regimi totalitari, e viene a fare la morale sui diritti umani all’Italia, a Salvini per il decreto sicurezza, fa ridere, è da Scherzi a parte“, ha commentato il ministro dell’Interno dalla fiera di Verona.

Che sul testo non pare intenzionato a fare passi indietro, nonostante lo scetticismo e i malumori del M5s. “Sono pronto a portare il decreto sicurezza domani in consiglio dei ministri“. Lo ha assicurato il segretario della Lega. Infatti , ha spiegato, “io domani sono a Roma, mi sono tenuto la giornata piena di impegni al ministero. E quindi non vedo l’ora che il decreto sicurezza diventi realtà, perché c’è’ il contrasto ai camorristi, agli scafisti, agli spacciatori, ai teppisti di strada, ed è ‘un passo avanti per città’ più’ sicure”. “Spero quindi che nessuno abbia da ridire“, ha infine auspicato lanciando un messaggio agli alleati di governo.

Sul provvedimento non c’è intesa dentro l’esecutivo: per i 5 stelle va rimandato a dopo le Europee, per la Lega va discusso già nel prossimo cdm di lunedì 20 maggio. “Non vedo perché si debba rinviare il consiglio dei ministri, non penso che la campagna elettorale possa allontanare la lotta alla camorra e il sostegno alle famiglie”, ha sottolineato il vicepremier. “Sarà un Cdm in cui si parlerà anche di famiglia, bambini e sostegno alla natalità”, ha proseguito Salvini. In realtà il leader M5s Luigi Di Maio è rimasto cauto: “Stanno parlando di un provvedimento che non solo non è stato approvato, ma nemmeno discusso. Io ancora devo leggerlo. Siamo alla critica preventiva”.

In mattinata erano state fonti del Viminale a commentare la lettera delle Nazioni Unite: “L’Onu dedichi le energie all’emergenza umanitaria in Venezuela invece di fare campagna elettorale in Italia”. “Il Viminale non ha sottovalutato la lettera”, hanno dichiarato le fonti alle agenzie utilizzando in chiave ironica argomenti che poi avrebbe usato anche il ministro, “soprattutto alla luce della competenza e dell’autorevolezza delle Nazioni Unite in materia. Autorevolezza testimoniata da alcuni Paesi membri dell’Onu come Turchia e Corea del Nord. È quindi singolare che l’Alto Commissariato per i Diritti Umani non si fosse mai accorto che la multa per chi favorisce l’ingresso non autorizzato di immigrati fosse già presente da tempo nell’ordinamento italiano (articolo 12 del Testo unico sull’immigrazione): il Decreto Sicurezza Bis aggiorna la norma”.

E ancora dal ministero si lamentano del fatto che la lettera sarebbe arrivata prima ai giornali che ai diretti interessati: “Una svista che gli uffici del ministero dell’Interno avrebbero segnalato riservatamente agli autori della lettera, se solo l’Alto Commissariato l’avesse inviata prima al Viminale e poi – eventualmente – ai media e non viceversa”. Quindi la conclusione: “Da parte del ministero dell’Interno resta confermato l’auspicio di vedere approvato il decreto Sicurezza Bis nel Cdm di lunedì, ritenendolo necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile. Non solo. L’augurio è che l’autorevole Onu dedichi le energie all’emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia”.

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