La legge sul conflitto d’interessi voluta dal M5s? Bisogna affrontare la questione non solo per chi ha giornali, ma anche per chi detiene piattaforme web. Noi abbiamo una piattaforma che decide le sorti del Parlamento, detenuta da una Srl privata. Questo conflitto bisogna risolverlo, è una cosa seria”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta” (Radio Cusano Campus) da Elena Fattori, senatrice M5s e anima critica del movimento.

E aggiunge: “Finché eravamo all’opposizione non mi sembrava una cosa così rilevante, adesso che siamo al governo va affrontata. Ricordo che abbiamo preso la decisione su Salvini in merito al caso Diciotti su una piattaforma che è gestita da un privato e che è stata anche messa in discussione per problemi di sicurezza e di privacy. Comincia a esserci un conflitto d’interessi importante, anche perché non sappiamo, né ci è dato sapere quali siano le relazioni tra la Srl e il ministero dello Sviluppo Economico. E’, insomma, un nodo che va affrontato e, nel caso in cui venga fatta la legge sul conflitto d’interessi, sarà necessario porre dei paletti”.

Fattori menziona il recente blocco di diverse pagine Facebook, legate alla Lega e al M5s: “Quando ci sarà la legge spero si discuta a fondo della questione, anche in virtù del fatto che sono state bloccate diverse pagine Facebook che propagandavano fake news. Io stessa, quando attaccai il decreto sicurezza, fui oggetto di tempeste web che probabilmente provenivano da quelle pagine. Quindi, attenzione: quando questi conflitti nei meandri del web vanno a interferire con l’attività parlamentare, diventa tutto discutibile. Lo stesso Davide Casaleggio per lungo tempo ha negato un ruolo nel M5s – continua – ma poi, quando poi è uscito l’atto fondativo del nuovo M5s, in realtà è risultato che i due fondatori sono Davide Casaleggio e Luigi Di Maio. Quindi, lo stesso Davide è fondatore del nuovo M5s. Tutto legittimo, però bisogna mettere dei paletti per tutti, non solo per chi ha dei giornali, ma anche piattaforme web, perché sono ugualmente efficaci nell’orientare l’opinione pubblica”.

Circa le donazioni parlamentari a Casaleggio, la parlamentare M5s afferma: ” Sì, la faccio e sono una delle più puntuali, perché così abbiamo promesso al momento della candidatura. Questi soldi dovevano essere utilizzati per implementare una piattaforma sicura e trasparente, quello che io sto chiedendo dall’inizio è di avere un rendiconto delle spese e un dettaglio di come vengono utilizzati questi soldi. La legge sul conflitto d’interessi è fondamentale in Italia perché tutta la politica è molto spesso in conflitto d’interessi”.

Fattori si pronuncia anche sul decreto sicurezza bis: “Mi sembra che ora la linea del M5S sia quella che abbiamo inaugurato io e la mia collega Paola Nugnes, cioè opporsi alle follie salviniane prima che diventino realtà. Noi siamo quelle che già sulla prima parte del decreto ci eravamo opposte, ma in quell’occasione non abbiamo avuto successo nel modificarlo. Speriamo che stavolta ci diano un pochino più retta, ma sembra di sì. Di Maio sta puntando i piedi? Io me lo auguro e spero che non si stia opponendo solo perché ora ci sono le europee. Col primo decreto sicurezza le cose andarono diversamente. Però devo riconoscere che lo stile è un po’ cambiato – prosegue – speriamo che dallo stile si passi alla sostanza. Io e Nugnes rimaniamo ancora sospese, quindi se veramente c’è questa nuova linea di puntare i piedi con Salvini magari ci dovrebbero dire che abbiamo fatto bene noi a opporci fin dall’inizio. La nostra non è stata opposizione interna, ma opposizione a una linea che non coincideva con quella del M5s, né col buon senso”.

E sottolinea: “Sul decreto sicurezza bis c’è poco da dire perché non c’è ancora un testo, come ha anche detto Di Maio. Sembra che ci siano dei poteri assoluti del ministro dell’Interno per quanto riguarda i mari. Quello che critichiamo da sempre è che non si può concentrare la sicurezza sui migranti. Stiamo facendo due decreti sicurezza e intanto al centro di Napoli si spara, magari il ministro dell’interno dovrebbe concentrarsi sui veri problemi della sicurezza. La migrazione è un fenomeno strutturale che non ha nulla a che vedere con la sicurezza. Certo – conclude – in campagna elettorale Salvini continua con la sua linea: migranti=delinquenza, senza affrontare il tema in maniera seria. Abbiamo una situazione delicata dal punto di vista internazionale, come dimostra il caso della Libia, e Salvini continua a giocare sull’equivalenza tra sicurezza e immigrazione. Sarebbe ora di cambiare registro comunicativo. Peraltro non credo che funzioni neanche più”.

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