Virginia Raggi? Credo che, andando a Casal Bruciato, abbia fatto un gesto coraggioso, perché sono buon tutti ad andare a prendere applausi dove si prevedono applausi. Andare a prendere fischi, insulti e improperi dove questi si prevedevano non è da tutti. Lei lo ha fatto e avrebbe meritato la vicinanza del suo Movimento che avrebbe dovuto dichiararsi fiero di lei“. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Otto e Mezzo, su La7.

E aggiunge: “Di Maio ha sbagliato di grosso dicendo che non era la giornata adatta per rovinare la festa della cacciata di Siri. Io capisco che Di Maio sia in campagna elettorale, ma è evidente che non poteva essere lasciata per un solo minuto una famiglia con bimbi piccoli, che ha regolarmente ottenuto una casa popolare e che è assediata da due giorni da una teppaglia fascistoide, la quale minaccia stupri, incendi, spedizioni punitive. Poi Di Maio ha fatto un passo in avanti, sostenendo almeno che non è lecito per nessuno minacciare le famiglie”.

Travaglio spiega: “Quella famiglia ha ottenuto regolarmente la casa, peraltro sulla base di un bando fatto da Alemanno, e non delinque. Quindi, non c’è una bomba sociale, né una guerra tra poveri. C’è una provocazione fatta da un piccolo gruppo di fascisti che attecchisce presso una periferia abbandonata dallo Stato da decenni. Quel gruppo ha pescato nel torbido”.

E chiosa: “A Casal Bruciato, al di là della Raggi, lo Stato non si è visto. Quando ci sono persone che delinquono e minacciano di stupro, vanno disperse, vanno arrestate, vanno portate via. Deve vedersi lo Stato, deve vedersi il ministro dell’Interno, devono vedersi il prefetto, il questore, la polizia. E non solo per scortare la Raggi, ma anche per disperdere chi non può stare lì a minacciare delle persone inermi e oneste”.

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