Il Tribunale di Marsala ha condannato a un anno e 10 mesi di carcere, con pena sospesa, un prete 76enne di Marsala. Secondo l’accusa, il presule ha tentato di abusare sessualmente di un minore originario di un paese africano, offrendogli anche denaro e un lavoro in cambio di rapporti intimi. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il sacerdote – per circa quarant’anni parroco della chiesa di contrada Addolorata – ha adescato con la scusa di un passaggio il 14 agosto 2017 il ragazzo africano, ospite di un centro di accoglienza, mentre camminava. Con la scusa di un passaggio, lo avrebbe fatto salire in auto e poi l’avrebbe palpeggiato. Il giovane però lo ha denunciato. Il tribunale ha inoltre sentenziato l’interdizione perpetua dai pubblici uffici del sacerdote nonché il pagamento al giovane africano – che si era costituito parte civile – di un risarcimento danni di 5 mila euro.

Il pubblico ministero Niccolò Volpe aveva chiesto una condanna a 2 anni e 4 mesi di carcere. Mentre i due difensori del sacerdote si sono limitati a dichiarare: “Faremo appello”.

Nell’estate del 2016 il sacerdote fu indagato dalla Procura di Palermo per “detenzione di materiale pedopornografico”. Nell’ambito dell’inchiesta furono disposte delle perquisizioni in canonica e altri locali della chiesa dell’Addolorata. La vicenda nacque dalla denuncia di un uomo che avrebbe visto il sacerdote “estrarre dalla sua cassetta di sicurezza delle foto che ritraevano dei giovani nordafricani“. In quell’occasione, il prete presentò le sue dimissioni al vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero. Per questo procedimento, la Procura ha chiesto l’archiviazione. Si attende adesso la decisione del Gip.