Donald Trump infligge l’ennesimo colpo alla politica estera di Barack Obama. Gli Stati Uniti hanno ufficialmente messo i Guardiani della rivoluzione, la milizia iraniana, nella loro lista di organizzazioni “terroristiche” straniere, aumentando il rischio di maggiori sanzioni contro Teheran. Lo ha annunciato lo stesso capo della Casa Bianca. Questa è “la prima volta” che un’organizzazione “parte di un governo straniero” è così designata, ha detto Trump, aggiungendo che questa misura aumenterà la “pressione” contro l’Iran, da sempre nel mirino della sua amministrazione. Che l’8 maggio 2018 si era tirata fuori dall’accordo sul nucleare iraniano firmato da Obama il 14 luglio 2015.

Questa misura “senza precedenti” è un riconoscimento che l’Iran non è solo uno Stato che sostiene il terrorismo, ma che i Guardiani partecipano attivamente, finanziano e promuovono il terrorismo”, si legge nella dichiarazione. Anche la milizia ‘Qods‘, un’unità d’elite delle Guardie rivoluzionarie, è colpita da questo provvedimento, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Questa milizia è un ramo esterno che supporta le forze alleate dell’Iran in Medio Oriente, come le truppe del presidente siriano Bashar Al Assad o Hezbollah in Libano. Questa decisione “aumenterà significativamente la portata della nostra pressione contro il regime iraniano”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, aggiungendo: “Se lavori con le Guardie rivoluzionarie, finanzi il terrorismo”.

Immediata la risposta di Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha proposto al Consiglio di sicurezza nazionale di includere le truppe Usa che operano in Medio Oriente e Asia nella sua lista delle organizzazioni terroristiche. Nella lettera, inviata al presidente Hassan Rohani come capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Zarif motiva la sua richiesta con il “sostegno sia nascosto che esplicito ai gruppi terroristici nella regione da parte delle truppe Usa e il loro diretto coinvolgimento nelle attività terroristiche”.

Poco prima della decisione il maggiore generale Mohammad Ali Jafari, comandante dei Guardiani della Rivoluzione islamica dell’Iran, ha detto che le forze Usa “in Asia occidentale perderanno pace e tranquillità“.

Il capo della Magistratura iraniana, Hojjatoleslam Seyyed Ebrahim Raeisi, ha definito nulla la decisione degli Stati Uniti. “Questa misura non ha alcun valore politico, né legale agli occhi dei governi e delle nazioni del mondo”, ha dichiarato Raeisi. “L’Amministrazione Usa è un governo dell’odio responsabile di gravi crimini nell’Asia occidentale e nel resto del mondo”, ha aggiunto.

Esulta Benjamin Netanyahu, grande alleato di Donald Trump, alla vigilia delle elezioni politiche di martedì, che non a caso parla della decisione come di una richiesta del suo governo. “Grazie, mio caro amico, per aver accettato un’altra mia richiesta che serve gli interessi delle nostre nazioni e di quelle nella regione”, ha detto il premier israeliano rivolgendosi al capo della Casa Bianca. “Continueremo ad agire in varie modi contro il regime dell’Iran che minaccia Israele gli Usa e la pace nel mondo”, ha aggiunto Netanyahu a poche ore dall’apertura delle urne in cui punta a ottenere un quinto mandato.

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