Pagare pegno per abbattere virtualmente l’anidride carbonica allo scarico, facendola rientrare nei limiti di legge. Come riporta il Financial Times, FCA ha siglato un accordo con Tesla che prevede la cessione all’azienda calforniana di centinaia di milioni di euro (la cifra ufficiale nn è stata comunicata) affinché nel conteggio delle emissioni medie prodotte allo scarico dai propri modelli rientrino anche quelle, pari a zero, delle vetture 100% elettriche di Elon Musk.

Ciò consentirà al gruppo italoamericano di risultare più “pulito” di quanto non sia in realtà ed ottemperare ai nuovi paletti di legge imposti dall’Unione Europea in tema di anidride carbonica, che ricordiamolo sono di 95 g/km di CO2 nel 2021.

La mossa serve a evitare sanzioni più pesanti (alcuni analisti parlano di due miliardi di euro entro il 2021, basandosi sulle emissioni medie del 2018 del gruppo Fca, di 128 g/km) e sfrutta il principio dei cosiddetti “crediti di carbonio”: in pratica, così come chi emette di più va incontro a sanzioni, chi ne produce di meno può vendere la sua virtù al miglior offerente, aiutando i costruttori con prodotti mediamente più vetusti a risultare più ecocompatibili.

Esempio? Se una gamma prodotto fosse virtualmente formata da una sportiva che emette 200 g/km di CO2 e un’elettrica qualsiasi che ne produce zero, la media dell’anidride carbonica generata sarebbe di 100 g/km. Va da sé che Tesla, avendo un’offerta composta da sole EV, assemblate in centinaia di migliaia di unità, ha tanti crediti da poter vedere (e tanti soldi da guadagnare).

La pratica è lecita anche negli Stati Uniti, dove FCA ha acquistato crediti pure da Toyota e Honda, e ne ha venduti anche in California ad altri costruttori. Solo che, in Europa, un accordo del genere era inedito. Almeno finora.

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