L’impatto è avvenuto intorno alle 18.40. E una settantina di passeggeri a bordo di due treni regionali su una tratta gestita da Ferrovie Nord si sono trovati sbalzati o scaraventati a terra. Momenti di panico che hanno trovato spiegazione nello scontro frontale avvenuto tra Arosio e Merone (Como). Sei persone sono rimaste ferite in modo non grave e sono state inviate in ospedale in codice giallo. Sul posto sono arrivati diversi mezzi del 118: quattro ambulanze, due elicotteri da Como e Milano e due automediche che hanno prestato soccorso a una cinquantina di persone valutate in codice verde e che sono state visitate sul posto. In azione anche più squadre dei vigili del fuoco e gli uomini della Polfer. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Cantù, Erba, Sant’Anna, Lecco. Le loro condizioni non destano preoccupazioni. 

L’incidente è stato provocato dalla partenza con il rosso del macchinista del treno 1665 – come ha comunicato Trenord – che riprendeva la corsa dalla stazione di Inverigo verso Canzo-Asso e che ha poi bruscamente frenato, senza però riuscire a evitare l’impatto con il treno 1670 che procedeva a bassa velocità nella direzione opposta, da Erba verso Milano. Il treno 1665, partito da Milano Cadorna 17.38, sarebbe dovuto arrivare ad Asso alle 18.59. I convogli viaggiavano sullo stesso binario. La circolazione è stata sospesa sulla linea Milano-Asso tra Arosio e Merone ed è stato istituito un servizio di autobus. Trenord ha aperto un’inchiesta interna, ma le cause dell’impatto sembrano già chiare. Ora tocca all’autorità giudiziaria stabilire quando rimuovere i convogli, dopo che saranno stati effettuati i rilievi.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, esprime “massima vicinanza e solidarietà ai feriti dell’incidente avvenuto nel tardo pomeriggio nella stazione di Inverigo, in provincia di Como”. Il ministro assicura che gli ispettori di Ansf (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie) effettueranno i sopralluoghi necessari ad acquisire elementi utili per individuare le cause dell’incidente. “Dalle prime ricostruzioni – sottolinea la nota – sembrerebbe che possa essersi trattato di un errore umano, ma ciò che è certo è che in quel tratto della linea ferroviaria, gestita da FerrovieNord, non era operativo il sistema di sicurezza Scmt, una tecnologia che avrebbe impedito lo scontro tra i due mezzi. Questo incidente – conclude la nota – riapre dunque il tema dei differenti standard di sicurezza tra le linee controllate da Rfi e quelle invece gestite da altri operatori“. Il Sistema controllo Marcia Treno (Scmt), “è un sistema di sicurezza della marcia dei treni di ausilio al macchinista applicabile su linee elettrificate delle reti fondamentale, complementare e di nodo, a semplice o doppio binario. Il sistema risulta applicabile su linee elettrificate delle reti fondamentale, complementare e di nodo, a semplice o doppio binario, ed è certificato fino alla velocità massima di 250 chilometri orari”.

“Sto costantemente monitorando l’evolversi dei fatti di Inverigo – dice l’assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi – tenendo informato il presidente Attilio Fontana. Il primo pensiero è per le persone rimaste ferite nell’incidente ferroviario: per fortuna non ci risultano feriti gravi. A loro va tutta la nostra vicinanza. Abbiamo immediatamente chiesto ai responsabili del servizio di fornire tempestivamente una relazione puntuale su quanto accaduto. Ci riserviamo di fare le valutazioni del caso non appena avremo tutti gli elementi a disposizione. Secondo le prime informazioni, però, lo scontro sarebbe stato causato da un errore umano, da un macchinista partito con il rosso”. “Due treni sullo stesso binario – dichiarano il capogruppo del Pd in Regione Fabio Pizzul e il segretario regionale Vinicio Peluffoè una circostanza non deve accadere, evidentemente ci sono stati errori o mancanze nei sistemi di controllo. Ora si soccorrano i feriti ma chi gestisce il servizio ferroviario deve spiegare come sia potuto succedere e cosa farà perché non accada più. È passato poco più di un anno dal tragico fatto di Pioltello, francamente pensavamo che incidenti ferroviari in Lombardia non sarebbero più accaduti. Intanto chiediamo che martedì l’assessore riferisca in Aula per fare chiarezza sull’accaduto”. Per Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, “la sicurezza dei pendolari deve essere la priorità che ci dobbiamo dare perché sono ancora molti i margini di miglioramento dei trasporti. La stessa priorità dovrà essere assunta anche da chi governa Regione Lombardia”. La Procura di Como ha aperto un’inchiesta, al momento a carico di ignori, per disastro ferroviario colposo e lesioni colpose. L’indagine è coordinata dal pm Daniela Moroni e dal procuratore della Repubblica Nicola Piacente.

Il 12 luglio del 2016 in Puglia invece lo scontro tra due treni su un binario unico aveva provocato 25 morti e 50 feriti. Dopo la tragedia di Corato si era parlato molto degli standard di sicurezza del trasporto ferroviario.

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