Quattro persone indagate hanno ricevuto la comunicazione di fine indagine da parte della procura di Modena. L’inchiesta, avviata nel 2018 e ribattezzata dalla stampa Carpigate, coinvolgeva inizialmente una ventina di persone nel comune modenese, con ipotesi di reato legate a gare d’appalto truccate e tentata concussione. A distanza di alcuni mesi si ridimensiona la portata dei fatti ma risulta confermato il coinvolgimento dell’ex vicesindaco e assessore Pd del comune, Simone Morelli, accusato di avere usato il regolamento comunale sull’utilizzo delle distese all’aperto di bar e ristoranti per ottenere vantaggi attraverso pressioni indebite su due commercianti del paese.

Lo stesso vicesindaco è accusato di tentata diffamazione per avere costruito e distribuito un dossier con false informazioni indirizzate a colpire il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, ricandidato dal partito alle prossime amministrative di domenica 26 maggio. Sembrerebbe dunque una lotta interna al Pd locale. E dire che il sindaco e il suo vice convivevano pacificamente da almeno dieci anni. Ma i due – raccontano in città- erano arrivati ai ferri corti.

Era noto che Morelli volesse fondare una lista autonoma per le elezioni e dopo le prime notizie pubbliche sull’inchiesta il sindaco ha ritirato le deleghe al suo vice accusandolo di tramare con la Lega: “Il quadro che emerge rappresenta una situazione grave ed al tempo stesso raccapricciante – dice il sindaco – con la ricerca spasmodica del consenso e la volontà di screditare l’avversario che ha coinvolto la Lega Nord”. Il riferimento del sindaco Bellelli è al secondo indagato dell’inchiesta, Stefano Soranna, militante della Lega accusato di aver passato ai giornalisti locali il falso dossier sul primo cittadino.

A stretto giro replica il responsabile del Carroccio per Carpi e la Bassa modenese, Guglielmo Golinelli: “Soranna non rappresenta la Lega a livello provinciale e non ha alcuna carica. È un militante come altri e non sarà candidato in lista a Modena. Bellelli pensi a chi si è messo in giunta per 5 anni: da lui non accetto suggerimenti”. Dal canto suo il segretario provinciale del Pd, Davide Fava, dice di avere già attivato “le procedure previste dallo statuto del partito nei confronti di iscritti che abbiamo agito contro l’interesse del Pd”. Il riferimento è chiaramente all’ex vice sindaco. Le altre due persone indagate, in merito all’ipotesi di gare pilotate, sono Simone Ramella, titolare di una società che organizza eventi pubblici, e Davide Langianni, responsabile dell’impresa che aveva vinto l’appalto per la gestione del concerto di Capodanno.

È una storia di tutti contro tutti dunque, quella ricostruita dagli inquirenti. La stampa locale aveva ipotizzato anche la nuova iscrizione di personaggi noti nel registro degli indagati. Notizia smentita dal procuratore capo di Modena, Lucia Musti, che esprime con una nota “massimo disappunto per l’anticipata pubblicazione della conclusione delle indagini preliminari” e per la diffusione “di notizie inesatte che non corrispondono alla realtà delle indagini”. Altrettanto disappunto Musti evidenzia per le notizie di stampa che accreditano l’idea “di imminenti nuovi avvisi nei confronti di altri indagati”.