Niente processo per Matteo Salvini. Il Senato ha respinto l’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno. Ma il risultato non è ufficiale: il dato definitivo verrà annunciato dopo le 19. Lo prevede la procedura: fino al tardo pomeriggio, infatti, i senatori che non hanno partecipato alla seduta possono esprimere il loro voto ai senatori segretari. Intanto però dal tabellone emerge una maggioranza netta contro il processo al leader della Lega. “La mia relazione ha ottenuto 232 voti favorevoli. Si tratta di un numero ben superiore ai 160 necessari“, ha annunciato Maurizio Gasparri, presidente della giunta per le Autorizzazioni, scendendo in sala stampa subito dopo la votazione dell’Aula. In serata, quindi, la presidente di Palazzo Madama Elisabetta Casellati ha comunicato i risultati ufficiali: 237 senatori hanno votato a favore della mozione Gasparri – e quindi contro il processo a Salvini – 61 contro, con nessun astenuto. “Stamattina mi occupavo di 15 anni di carcere che ci tenevo a evitare. Non mi sento un sequestratore di persone”, ha detto Salvini.

Il voto del M5s: “Governo ha agito per interesse dello Stato”- La relazione approvata dall’organismo presieduto dal senatore di Forza Italia, infatti, proponeva di negare il processo al vicepremier. Sul leader della Lega – come è noto – pendeva una richiesta di rinvio a giudizio inviata dal tribunale dei ministri sul caso della nave Diciotti. L’accusa era sequestro di persona aggravato per non aver concesso lo sbarco di 137 migranti (diversi anche minori) dopo averli tenuti sul pattugliatore della Marina militare per dieci giorni. In giunta la proposta di Gasparri era passata grazie al voto decisivo del Movimento 5 stelle, che per decidere si è affidato a una consultazione online tra gli iscritti. Anche nell’aula di Palazzo Madama i grillini hanno votato per salvare l’alleato di governo. “Annuncio con orgoglio che M5S, dopo aver condiviso con i cittadini questa decisione, voterà convintamente sì affinché il governo non debba rispondere di una azione compiuta nell’interesse dello Stato e dei cittadini”, ha spiegato Mario Michele Giarrusso in sede di dichiarazione di voto, raccogliendo gli applausi di Salvini e degli altri senatori leghisti, mentre dai banchi del Pd e di Leu urlavano: “Vergogna, vergogna”.

Tre dissidenti M5s votano a favore del processo –  Avevano anticipato la loro volontà a favore dell’autorizzazione a procedere – e quindi in modo opposoto rispetto alla linea del M5s – le senatrice dissidenti Paola Nugnes ed Elena Fattori.  Ma ha votato per mandare Salvini a processo anche un’altra senatrice del M5s: Virginia La Mura. “Anche la collega La Mura ha votato contro l’indicazione del gruppo? Sì ha votato contro una relazione di Gasparri, non si dovrebbe far fatica a compiere un gesto del genere. Spero di non essere espulsa, ma se dovesse succedere sarà la conferma che il Movimento 5 stelle non è in grado di gestire il dissenso e si è trasformato in qualcosa di molto diverso rispetto a quello che avevamo fondato. Avevo in programma un incontro con Fico stamattina ma poi abbiamo preferito evitare”, ha detto al fattoquotidiano.it Nugnes. “Sarò deferita ai probiviri, come giustamente vuole il codice di comportamento Cinquestelle. Ma io questo processo lo affronterò con la testa alta e la schiena dritta”, ha spiegato invece Fattori. In settimana, infatti, capogruppo del M5s a Palazzo Madama, Stefano Patuanelli, aveva annunciato l’intenzione di deferire ai probiviri i grillini che avrebbero votato in modo difforme rispetto al resto del gruppo.“Cosa succede ora? Parte la segnalazione ai probiviri, poi loro notificano l’avvenuto avvio del provvedimento, poi c’è una memoria che viene chiesta alle persone se vogliono difendersi in qualche modo e dopodiché i probiviri decidono”, ha spiegato Patuanelli, aggiungendo che “sui tempi c’è un termine ordinatorio e non perentorio di 90 giorni. I tempi possono essere più rapidi o più lunghi, non dipende da me”. La maggioranza si regge al Senato su 4 voti: se ne perderebbero tre se il procedimento davanti ai probiviri dovesse concludersi con l’espulsione di Nugnes, La Mura e Fattori.

Forza Italia e Fdi votano (di nuovo) col governo – A salvare il leader del Carroccio dal processo anche i voti di Forza Italia, Fratelli d’Italia e vviamente della Lega. “Il nostro no all’autorizzazione a procedere contro il ministro Salvini è un voto di coerenza e non di convenienza rispetto alla nostra storia passata, presente e futura”, ha detto il berlusconiano Renato Schifani. “È paradossale che si voglia processare Salvini solo perché ha svolto il suo dovere da ministro. Un governo che si preoccupa di controllare chi entra e chi non entra in casa nostra, è un governo che fa solo il suo dovere”, è l’opinione di Ignazio La Russa di Fdi. Hanno votato per mandare Salvini a processo – come già fatto in giunta – i senatori del Pd e di Leu. “E’ una coppia che racconta tutte le difficoltà del M5S. A difendere Salvini dai giudici, scendono in campo a fare gli avvocati difensori Renato Schifani, l’uomo che Berlusconi volle alla guida del Senato, e Michele Giarrusso, quello delle manette”, ha attaccato il capogruppo dem Andrea Marcucci su twitter. “Come tutti i cittadini, anche i Ministri, se nell’esercizio delle loro funzioni commettono dei reati, devono risponderne davanti alla giustizia, quali che siano le motivazioni politiche a fondamento delle loro azioni”, è invece l’opinione di Pietro Grasso

Salvini: “Grazie ai 5 stelle”. Conte: “Sereno e confidente” – In aula Salvini ha preso la parola intorno alle 11. “Per andare a processo dovrei mentire a questo Senato agli italiani, dovrei dire che non ho fatto l’interesse pubblico”, ha detto il vicepresidente del consiglio, parlando dai banchi della Lega. “Il governo ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell’immigrazione clandestina e ringrazio i colleghi 5 Stelle perché le cose si fanno in due, evidentemente”, è un altro passaggio del leader del Carroccio che ha sostenuto di essersi emozionato: “Scusate, non mi emoziono quando parlo ma quando c’è di mezzo un reato e di solito vado a braccio ma… in questo caso me lo sono scritto perché se mi si accusa che, col mio lavoro ho fatto privatamente qualcosa che ho fatto e farò per difendere la sicurezza del Paese e dei miei figli, allora perdonate, un pò di emoziono“. Alla fine del suo intervento Salvini si è quindi spostato tra i banchi del governo, sedendosi tra i ministri leghisti Gian Marco Centinaio e Giulia Bongiorno. La titolare della Pubblica Amministrazione, avvocato penalista di fama, ha seguito il discorso del suo leader  parola per parola leggendolo su un foglioAssenti i ministri dei 5 stelle, a parte Riccardo Fraccaro, mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato intorno alle 12 e 30.  “Sono sereno e confidente“, ha detto il premier, che aveva scritto al tribunale dei ministri – insieme ai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli – per assumersi la corresponsabilità delle decisioni di Salvini. I tre esponenti del governo sono finiti a loro volta indagati per la Diciotti: per loro la procura di Catania ha chiesto l’archiviazione. Adesso si attende la valutazione del tribunale dei ministri: chiederà l’autorizzazione a procedere anche per i tre esponenti del governo? O visto il voto di oggi archivierà come chiede il procuratore etneo Carmelo Zuccaro? Un nuovo caso Salvini potrebbe arrivare presto in Parlamento. E questa volta sarebbe esteso a tre esponenti di punta del M5s.

CRONACA ORA PER ORA

13. 30 – Tre senatrici M5s votano per far processare Salvini
Sono tre le senatrici del M5s che hanno votato a favore dell’autorizzazione a procedere per Salvini. Oltre a Paola Nugnes ed Elena Fattori, che hanno anticipato il loro voto in aula, ha votato in modo difforme alla linea dei 5 stelle anche la senatrice Virginia La Mura. Lo spiega la senatrice Nugnes: “Anche la collega La Mura ha votato contro l’indicazione del gruppo? Sì ha votato contro una relazione di Gasparri, non si dovrebbe far fatica a compiere un gesto del genere. Spero di non essere espulsa, ma se dovesse succedere sarà la conferma che il Movimento Cinque Stelle non è in grado di gestire il dissenso e si è trasformato in qualcosa di molto diverso rispetto a quello che avevamo fondato. Avevo in programma un incontro con Fico stamattina ma poi abbiamo preferito evitare”.  (di Tommaso Rodano)

13.21 – Senato nega processo a Salvini
L’aula del Senato ha votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Da quanto emerge dal tabellone, il dato parziale evidenzia che la maggioranza dei voti si è espressa a favore della relazione del presidente Maurizio Gasparri e quindi contro la richiesta del tribunale dei ministri sul caso Diciotti. Il dato finale verrà annunciato dopo le 19.

13. 10 – Marcucchi (Pd): “Salvini difeso da Schifani e Giarrusso”
E’ una coppia che racconta tutte le difficoltà del M5S. A difendere Salvini dai giudici, scendono in campo a fare gli avvocati difensori Renato Schifani, l’uomo che Berlusconi volle alla guida del Senato, e Michele Giarrusso, quello delle manette”. Lo scrive su Twitter il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci durante le dichiarazioni di voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.

13 – Terminate dichiarazioni di voto: proclamazione alle 19
Terminate in Aula del Senato le dichiarazioni di voto sul caso Diciotti. Seguirà il voto finale che sarà con scrutinio nominale simultaneo, senza proclamazione immediata del risultato che avverrà dopo le 19.

12.55 – La Russa (Fdi): “Salvini a processo sarebbe paradossale”
“E’ paradossale che si voglia processare Matteo Salvini solo perché ha svolto il suo dovere da ministro. Un governo che si preoccupa di controllare chi entra e chi non entra in casa nostra, è un governo che fa solo il suo dovere”. Così in aula il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa nel corso delle dichiarazioni di voto sull’autorizzazione a procedere per il ministro Salvini sul caso Diciotti.

12.50 – Schifani (Fi): “Nostro voto e di coerenza”
“Il nostro no all’autorizzazione a procedere contro il ministro Salvini è un voto di coerenza e non di convenienza rispetto alla nostra storia passata, presente e futura”. Lo ha detto in dichiarazione di voto nell’Aula di palazzo Madama il senatore di Forza Italia, Renato Schifani, sull’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per la vicenda Diciotti.

12.45 – Nugnes (M5s): “Diritti sono stati compressi. Voto si a processo”
“I diritti umani sono la base di pace e giustizia nel mondo, e sono superiori a ogni altra norma, e non possono essere compressi neanche un poco: quelli della Diciotti sono stati compressi, diritti di soggetti fragili e in condizioni psico-fisiche precarie. A mio giudizio ciò non ha comportato il rispetto di un interesse nazionale”. Lo ha detto in Aula al Senato la senatrice Paola Nugnes intervenendo sulla Diciotti in dissenso dal gruppo.

12.45  – Salvini e senatori Lega applaudono Salvini
Alla dichiarazione di voto del senatore M5s Mario Giarrusso che ha annunciato il no del Movimento all’autorizzazione a procedere al ministro dell’interno Matteo Salvini, sono seguiti gli applausi del vicepremier e degli altri senatori della Lega, in piedi. Contemporaneamente i senatori di Pd e Leu hanno urlato: “Vergogna vergogna”

12.40 – Giarrusso: “Annuncio con orgoglio voto del M5s contro il processo”
“Annuncio con orgoglio che M5S, dopo aver condiviso con i cittadini questa decisione, voterà convintamente sì affinché il governo non debba rispondere di una azione compiuta nell’interesse dello Stato e dei cittadini”. Così il senatore Michele Giarrusso, in sede di dichiarazioni di voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Diciotti.

12.25 – Conte – “Sono sereno e confidente”
“Sono sereno e confidente”. L’ha detto il premier Giuseppe Conte arrivando al Senato. In Aula sono in corso le dichiarazioni di voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso Diciotti.

12.15 – Grasso: “Anche i ministri sono sottoposti alla legge” 
“Come tutti i cittadini, anche i Ministri, se nell’esercizio delle loro funzioni commettono dei reati, devono risponderne davanti alla giustizia, quali che siano le motivazioni politiche a fondamento delle loro azioni”. Così Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali e relatore di minoranza, nelle dichiarazioni di voto. “Il diniego dell’autorizzazione a procedere aprirebbe a pericolose derive autoritarie”, aggiunge Grasso, “il rischio più grande – sottolinea – sarebbe quello di fornire, in futuro, una giustificazione a qualunque crimine in nome di un fine politico”. “I diritti fondamentali non devono mai essere compressi per esigenze politiche”, afferma il senatore di LeUV. “Col diritto e coi diritti fondamentali non si scherza: – dice ancora Grasso – le convenienze politiche del momento, magari nascoste dietro il voto di una manciata di sostenitori attraverso una piattaforma web privata, non possono sottomettere la cultura giuridica e la tutela della Costituzione ad interessi di parte. Nessuno si stupisca se, da cittadino, mi auguro che il Ministro dell’Interno della Repubblica italiana sia ritenuto innocente rispetto al reato a lui contestato. Da senatore, però, ritengo di fondamentale importanza che a stabilirlo sia la magistratura, e che l’Aula del Senato ribadisca il sacro principio della separazione dei poteri”.

12.07 – Iniziate dichiarazioni di voto al Senato
Sono iniziate in Aula al Senato le dichiarazioni di voto sulla relazione della Giunta delle immunità sul caso Diciotti. L’assemblea di palazzo Madama dovrà decidere sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

12.00 – De Falco: “Votate da uomini liberi” 
“Voglio fare un appello, non posso non fare un vero e proprio appello ai colleghi del M5s. In questo caso si tratta di un odioso privilegio svincolato da qualsiasi criterio obiettivo: spero che vogliano votare da donne e uomini liberi”. Lo dice l’ex senatore M5S Gregorio De Falco rivolgendosi in Aula al Senato agli ex colleghi di partito M5s in conclusione del suo intervento in veste di relatore di minoranza sul caso Diciotti.

11.42 – Gasparri: “Non ci sono interessi personali”
“Non ci sono interessi personali, non ci sono interessi partitici perché il presidente del Consiglio ha condiviso l’azione del ministro Salvini, ci sono evidenti legami con la questione sicurezza ed è stato considerato il bilanciamento tra tutela della sicurezza e diritti che sono stati compressi e non annullati”. Lo ha detto in Aula al Senato Maurizio Gasparri, presidente per della Giunta per le immunità parlamentari intervendo sul caso Diciotti.

11.40 – Salvini: “Non so dire bugie”
“La procura di Catania, in conformità con il tribunale dei ministri, ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei miei confronti trasmettendo gli atti relativi. Sottolineo che non sono stato io a sollecitare la trasmissione degli atti, forse qualcuno non ha capito che, per andare a processo, dovrei mentire. A questo Senato e agli italiani dovrei dire che non ho fatto l’interesse pubblico del mio Paese e a me dire le bugie viene poco e viene male, soprattutto in un’Aula ….è un mio limite, perdonatemi”. L’ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo al Senato sul caso Diciotti e sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.

11.34 – Salvini: “Rischio infiltrati terroristi”
Non va sottovalutata la possibilità che i flussi migratori siano veicolo per l’arrivo di soggetti infiltrati a scopo di azioni violente”.

11.20 – Salvini si commuove: “Grazie a Dio e agli italiani”
“Amo l’Italia e miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini fermandosi un attimo, per commozione, nel suo intervento al Senato sul caso Diciotti. Poi ha ripreso: “Ringrazio il buon Dio e gli italiani per l’onore di poter difendere con il mio lavoro che penso di svolgere con onestà, buon senso, coraggio. Comunque votiate vi ringrazio, siate certi che continuerò il lavoro senza nessuna paura, sennò farei un altro mestiere”.

11.15 – Salvini: “Governo coerente con interessi del Paese”
La decisione sulla Diciotti “è stata una iniziativa del governo coerente con gli interessi pubblici del Paese”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenendo nell’aula del Senato che sta per votare sull’autorizzazione a procedere per il caso Diciotti.

11.13 – Salvini: “Mai complici di traffici di armi e droga”
“Chi sta collaborando allo stroncare il traffico di esseri umani sta dando una mano a chi combatte il business dell’immigrazione clandestina. Io e il governo a cui mi onoro di appartenere non saremo mai complici dei trafficanti di droga e di armi”. Lo ha detto in Aula al Senato il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo sul caso Diciotti.

11.12 – Salvini: “Grazie al M5s, le cose si fanno in due”
“Il governo ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell’immigrazione clandestina e ringrazio i colleghi 5 Stelle perché le cose si fanno in due, evidentemente”. L’ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo al Senato sul caso Diciotti e sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.

11.12 – Salvini: “Invece dei porti qualcuno voleva i cimiteri aperti”
“Meno partenze, meno sbarchi e meno morti con noi: qualcuno invece dei porti voleva i cimiteri aperti”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenendo nell’aula del Senato che sta per votare sull’autorizzazione a procedere per il caso Diciotti.

11.08 – Salvini: “Non lascerò morire in mare una sola persona”
“Non sarò mai il ministro che lascia morire una sola persona nel Mare Mediterraneo senza muovere un dito”. Lo ha detto in Aula al Senato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

11.06 – Salvini: “Caso Diciotti simile a quello della Ionio”
“Si legge nella ricostruzione del tribunale che il dirottamento, si parla addirittura di dirottamento imposto dai maltesi, ha comportato un allungamento della traversata invece di 50 miglia e non 100. E ogni riferimento alla vicenda della nave Mare Jonio mettendo a rischio le persone, è esattamente la fattispecie simile”. L’ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo al Senato sul caso Diciotti e sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.

11.01 – Salvini: “Per andare a processo dovrei mentire”
“Per andare a processo dovrei mentire a questo Senato agli italiani, dovrei dire che non ho fatto l’interesse pubblico”. Lo ha detto in Aula al Senato il ministro dell’interno Matteo Salvini intervenendo sul caso Diciotti.

10.57 – Salvini: “Scusate se leggo ma sono emozionato”
“Scusate, non mi emoziono quando parlo ma quando c’è di mezzo un reato e di solito vado a braccio ma… in questo caso me lo sono scritto perché se mi si accusa che, col mio lavoro ho fatto privatamente qualcosa che ho fatto e farò per difendere la sicurezza del Paese e dei miei figli, allora perdonate, un pò di emoziono”. L’ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo al Senato sul caso Diciotti e sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.

10.56 – Salvini: “Mai pensato di intervenire su sequestro”
Ha iniziato a parlare in Aula al Senato Matteo Salvini. Il ministro parla dai banchi del Senato e non da quelli del governo perché l’autorizzazione a procedere viene chiesta nella sua qualità di senatore. Al suo fianco tra l’altro c’è un altro ministro, Gianmarco Centinaio.  “Non avrei mai pensato di intervenite per sequestro di persona ma lo faccio tranquillo e sereno e ritengo mio privilegio raccontarvi quello che è successo” ha detto Salvini.

10.41 – Urraro (M5s): “Salvini ha agito per interesse pubblico”
Guardando l’agenda di quei giorni appare chiaro che l’azione del ministro Salvini è stata volta a salvaguardia del preminente interesse pubblico”. Così Francesco Urraro, senatore del M5S e membro della Giunta per le Immunità di Palazzo Madama, intervenendo in Aula. “La nave Diciotti poteva – assicura il Cinque Stelle – considerarsi luogo sicuro”.

10.33 – Mirabelli (Pd): “Salvini si faccia giudicare”
“Non si sottragga, deve essere la magistratura a decidere, non si nasconda dietro a ‘il popolo sta con mè, si faccia giudicare e verifichiamo se sono stati commessi reati in quella vicenda”. Così il senatore del Pd, Franco Mirabelli, rivolto a Salvini, parlando in Aula al Senato. “E’ facile accanirsi su qualche disperato – aggiunge – ma ci sono sei mila persone che sono entrati con gli sbarchi ‘fantasma’, ci sono quattro mila chilometri di costa nel nostro Paese”.

10.31 – Meloni: “Surreale che un pezzo di maggioranza voti contro Salvini”
“È assolutamente surreale che un pezzo significativo della maggioranza di governo prenda in considerazione l’ipotesi di votare contro il ministro Salvini”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata a Rtl 102.5.

10.25 – Casini voterà contro il processo a Salvini
Il senatore del centrosinistra, eletto grazie al Pd, Pierferdinando Casini voterà contro il processo a Salvini. Lo ha annunciato in Aula al Senato. “Qui si tratta di difendere l’autonomia e la discrezionalità della politica e di difendere il principio che l’opposizione al governo è affidata al Parlamento e alle scelte dei cittadini e non al potere di supplenza dei giudici”.

9.59 – Perosino: “Proposta Gasparri ineccepibile”
“La proposta del relatore Gasparri, dal punto di vista giuridico, è a mio avviso ineccepibile”. Lo ha dichiarato il senatore di Forza Italia Marco Perosino nel corso del dibattito sul caso Diciotti a palazzo Madama. “Nel 2019, – ha detto tra l’altro – e in parte del 2018, applicando la politica del Governo ci sono stati meno sbarchi, con un calo drastico impressionante del 90 per cento e, quindi, meno morti. Sono iniziate le espulsioni in numero significativo. Sono stati sgomberati dei campi che sono strutture di violenza e di sporcizia di ogni genere. Noi siamo all’opposizione, ma dove si può si devono raccontare le cose come stanno”.

8.45 – Nugnes (M5s): “Voterò a favore del processo”
“Dopo 8 mesi si rischia di non notare più le differenze fra la Lega e il Movimento 5 Stelle”. E’ l’accusa di Paola Nugnes, senatrice grillina capofila dei dissidenti a Palazzo Madama, che spiega al Corriere della Sera come “il Movimento si è ‘salvinizzato'”. E, a proposito dell’autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier Salvini, aggiunge che voterà “a favore del processo. Ma il governo si è schierato con Salvini. Tradotto: si è seduto al fianco di Visegrád”.

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