C’è l’accordo sul prezzo del latte ovino e caprino: il tavolo convocato dal prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, ha chiuso un’intesa sul prezzo di 74 centesimi al litro e l’impegno di un conguaglio a novembre in base al prezzo di mercato del pecorino romano. Finisce così la protesta, durata un mese, dei pastori dell’isola nel corso della quale sono stati effettuati decine di blocchi stradali e diversi assalti ai caseifici e alle autocisterne.

Il tavolo, convocato in mattinata, ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli allevatori e delle aziende di trasformazione con i rappresentanti di Regione Sardegna, associazioni di categoria e del ministero, che hanno portato al tavolo il decreto legge approvato dal Governo e che stanzia in totale 24 milioni di euro per il settore.

Una trattativa non semplice, iniziata anche questa mattina con tensioni all’ingresso perché il presidente della cooperativa di Dorgali (Nuoro), Leonardo Salis, non era stato ammesso al tavolo sebbene fosse presente ai precedenti incontri.

Ne è scaturito un faccia a faccia fra il presidente della Coldiretti, Battista Cualbu, e il presidente della Lega Cooperative, Claudio Atzori, col prefetto di Sassari a fare da paciere. Alla fine Salis è stato ammesso al vertice. Le parti, allevatori e trasformatori, erano partite da due proposte differenti: i primi chiedevano un prezzo medio di 80 centesimi al litro, mentre i secondi avevano proposto 72 centesimi.

Gli ‘alt’ alle autobotti erano iniziati a inizio febbraio con un episodio a Villacidro. Sembrava un fatto isolato, subito condannato da associazioni e istituzioni. E invece la protesta è esplosa. Prima ad Abbasanta, lungo la Statale 131, e poi pian piano in tutta la regione, coinvolgendo anche scali portuali e importanti arterie del traffico regionale.

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